Nel tunnel dell’incontinenza

Mercoledì 3 Maggio 2017

È già passato un mese dall’intervento radicale alla prostata di Lunedì 3 Aprile 2017. Dimesso Venerdì 7 dopo 4 giorni di degenza ospedaliera, e rispedito a casa con tutto il fastidioso catetere, tre giorni d’inferno con un bruciore indescrivibile, appena a casa ho trangugiato una Tachipirina 1000 sperando in un po’ di sollievo. Nel giro di tre giorni penso di aver fatto fuori una scatola di Tachipirina. Mia moglie le ha riprese in farmacia ma le hanno dato la Tachipirina 500, ho ingurgitato anche queste (500 anziché 1000) ma non è la stessa cosa, mia moglie mi ha detto che dovevo prenderne due alla volta!.

Lunedì 10 di nuovo in clinica per togliere il catetere, alle ore 8:30 eravamo puntuali in Mater Domini. Sette lunghi, dolorosi giorni di catetere! Tornato a casa, libero da questo fardello per me insopportabile: un oggetto estraneo che la vescica tentava inutilmente di estromettere dalla sua sede. Avevo chiesto al mio urologo se era doloroso toglierlo: “non sentirà niente” mi aveva risposto, ed in effetti é stato così, poi mi ha aiutato a mettere il mio primo pannolone dicendomi: “quando fa la pipì può andare a casa”. Ma non penso avesse già girato l’angolo dell’ambulatorio che ho avuto la prima grande inondazione, tutta nel pannolone! L’arcangelo dei pannoloni mi ha dato un pannolone più comodo e capiente e con questo, dopo aver salutato il Dott. De Francesco, che è ritornato per un controllo, accompagnato dal solito zio Gigi sono pervenuto a casa. Il secondo pannolone, per la cronaca, è durato fino alle scale dell’entrata del mio condominio.

Siamo entrati così nel tunnel dell’incontinenza. Tutti mi dicono che passerà, ci vuole pazienza e rassegnazione. È un tunnel che brucia e sono due i bruciori: uno dovuto alla ferita interna, al riattacco dell’uretra allo sfintere vescicale, mi dicono che ci vorrà almeno un mese per la sua cicatrizzazione; l’altro dovuto all’inondazione del pene di pipì, è LUI l’organo più traumatizzato in tutta questa faccenda: si annichilisce, scompare e si nasconde nel prepuzio e non c’è verso di sortirlo fuori. E il bruciore si irradia per tutta la zona pelvica in un continuo stato di minzione incontenibile.

Unico sollievo la Tachipirina 1000, all’inizio ne prendevo una al giorno, anzi mezza, il Gigi mi aveva detto che ne basta mezza (ma farà parte del suo minimalismo risparmioso!). Poi leggo il bugiardino: nelle indicazioni c’è scritto che se ne possono prendere fino a 4 al giorno … e allora dai! TACHIPIRINA a gogò !

Continuo intanto le iniezioni di Eparina volte ad evitare eventuali trombi. Abbiamo coinvolto in questo la Rosalba che abita sul mio pianerottolo ed esercita la professione di infermiera e di assistente a malati con turni notturni. Quando glielo abbiamo chiesto ci ha risposto: “Cinque minuti, la sera verso le ore 19:00, penso di trovarli”. E così tutte le sere per 24 sere avremo questo impegno che cerco di allietare con battute ironico-sarcastiche-boccaccesche dovute al mio stato. Al suo arrivo l’apostrofo sempre: “Oh la mia carnefice!” e lei “Mi dia la sua pancia!” … “la pancia è mia e me la gestisco io!”… “ieri sera l’abbiamo fatta di là, oggi la facciamo di qua”… (Sì! Girati di qua fidati di me! Ma dai!). Mi hanno detto che potrei farmele da solo … ma non ho mai voluto imparare a fare le punture!… E così alternando un buco da una parte e un buco dall’altra della pancia porteremo a termine anche questo impegno che finirà il 5 Maggio (Ei fu siccome immobile!) … in morte di Napoleone! Ma dai!

E.. c’è anche il problema dei punti sulle cinque piccole ferite e del cerotto, l’unico rimasto sulla ferità più grande (3 cm) usata per l’estrazione fisica della prostata e per il drenaggio, ma il loro fastidio è minimo rispetto all’odiatissimo bruciore. Altro problema le piccole perdite ematiche, qualche piccolo grumo, e la pipì nel primo e ultimo getto che si colora di un rosino-rosa-pallido, o di un marroncino-sporco-tenue e quando questo avviene si acuisce il bruciore sia interno che esterno. Poi, piano piano, anche i punti si auto assorbono, restano delle crosticine e qualche traccia di filo che una sera estraggo divellendone qualcuna. Resta solo il cerotto, Rosalba me lo cambia la prima volta, “ma spurga ancora!” lo richiude con un suo cerotto nuovo, lo controlleremo ogni sera poi quando si forma la crosticina lo lasciamo scoperto (dopo tre cambi lo lasciamo scoperto e dopo qualche giorno spariscono anche le sue crosticine).

Giovedì 13 Aprile. Tento la prima sortita dal barbiere: ho capelli e barba lunghi. Oggi ritorna mio figlio Carlo con la sua Roberta da Bristol per festeggiare insieme la Pasqua, non voglio farmi trovare come un barbone.

Carlo è un po’ allarmato: “Ma quest’anno non festeggiamo la Pasqua?”. Madre e lo zio Gigi non hanno tanto voglia di festeggiare, (perché i veri soggetti che hanno subito l’intervento sono loro due!) “Quest’anno ognuno a casa propria” (Di solito la Pasqua si festeggia a casa dello zio Gigi)… Carlo si attacca al telefono e “in men che non si dica” organizza la Pasqua a casa nostra con lo zio Gigi, la zia Dodò, Monica (il suo Umberto farà la Pasqua con i suoi), Lucia, Andrea e noi tre. Bisogna fare un po’ di spesa, madre ha in frigo del “pescato: orate e branzini” venduto da “Noi del Tosi, (l’Associazione dove mia moglie presta il suo lavoro volontario (tutti i giorni da Lunedì a Venerdì dalla 9 alle 13), faremo un menù a base di pesce. Così farò qualcosa anch’io, altrimenti sembro un’anima in pena alternando le posizioni: sdraiato sul divano del mio studio, seduto al PC a chiappe alternate finché resisto, in piedi passeggiando e soprattutto al cesso per le minzioni indesiderate, la pulizia il cambio pannolone e l’aggiunta di fazzolettini , la crema fissan, il borotalco … la carta igienica … (Ho detto a mia moglie di guardare tra le inserzioni sul Corriere, se c’è in vendita qualche cartiera che la comperiamo. In vita mia non avevo mai consumato tanti fazzolettini clinex e tanta carta igienica e tanto borotalco).

Venerdì 14 ho scritto all’urologo dei miei problemi e mi ha consigliato di anticipare una urinocoltura per verificare che non ci siano delle infezioni o delle cistiti. Poi ci sentiamo per telefono, gli dico che ho notato alcuni miglioramenti … ci sentiamo dopo Pasqua.

Sabato 15 una giornata tutta in cucina a preparare la Pasqua, fa quasi tutto il Carlo (grigliata di peperoni, zucchine, melanzane, radicchio tardivo trevisano, indivia belga e preparazione della panna cotta (Ma dai la panna cotta, che non mi piace, per Pasqua!), io mi limito a preparare il pesce: pulirlo, squamarlo, condirlo, speziarlo e avvolgerlo in carta stagnola, già pronto per essere messo in forno il mattino dopo al ritorno da Messa.

Domenica 16, Pasqua, tutti a Messa, anche il Carlo che dopo un’adolescenza da chierichetto adesso ha una certa allergia al fumo di candela e all’incenso, poi lui impiatta l’antipasto e io curo il pesce nel forno, alle 12:30 arrivano gli ospiti e sarà anche quest’anno una bella Pasqua. Antipasto a base di verdure alla griglia: melanzane, zucchine, trevisana, indivia belga, cipolle all’agrodolce e un fagottino di culatello con ricotta di bufala che Carlo e Madre hanno procurato andando direttamente dal produttore ad Oleggio; orate e branzino in cartoccio con patate sabbiate; Ananas e frutta secca; panna cotta con savoiardi siciliani e dolcetti alla pasta di mandorla; caffè ed ammazzacaffè. Da bere vino bianco e prosecco. (Ma io li ho appena assaggiati, giusto per fare un brindisi!).

Lunedì 17 Pasquetta. Ce ne stiamo tranquilli a casa, mia sorella Lena ci aveva invitati a casa sua dove si ritrovano tutti i miei parenti. Ma affrontare un viaggio con i miei problemi di seduta è improponibile, e poi andare in giro coi pannoloni! Ma dai!

Martedì 18 riscrivo una mail al Dott. De Francesco informandolo dell’andamento dell’incontinenza, poi mi richiama al telefono, gli dico che assumendo la Tachipirina (in quantità industriale! 4 al giorno) sento meno bruciori.

Venerdì 21 esco per la prima volta a prendere il giornale, in questo periodo lo ha sempre fatto mia moglie, ma oggi ho voluto fare una prova: una seconda sortita. Riesco a tenerla per tutto il tempo: un vero successo.

Sabato 22, visto che la tachipirina fa effetto e contravvenendo alle raccomandazioni del Dr. De Francesco, mi faccio tentare dallo zio Gigi e … vado all’orto dove non sentendo bruciori mi do da fare forse esagerando un po’. Una vera imprudenza, la pagherò la sera e la notte con copiose perdite ematiche e conseguenti irresistibili bruciori. L’indomani mi dà fastidio anche il rotolone antispifferi che uso sulla sedia a mo’ di asse del water. Chiedo a mia moglie ma non abbiamo in cantina un asse del water dismesso un po’ di tempo fa?

Martedi 25 sera, verso le ore 22:30 riscrivo al Dott. De Francesco: “ho lasciato passare il ponte del 25 Aprile prima di informarla sull’andamento … Mi risponde la sera stessa ma io leggerò il mattino successivo: “Non si preoccupi va tutto bene, vada a fare al più presto una urinocultura”.

Mercoledì 26 ci risentiamo al telefono, gli dico che domani 27 andrò a fare la urinocoltura … mia moglie mi apostrofa: “Ma l’impegnativa il nostro medico di famiglia può farcela solo domani pomeriggio!” Richiamo De Francesco che mi rassicura: “Non si preoccupi venga domattina presto che le prescrivo io l’esame, tanto se lo fa col FASI non serve l’impegnativa del suo medico di base”.

Giovedì 27 alle 8:30, accompagnato dallo zio Gigi, sono in Mater Domini fuori dall’ambulatorio del Dr. De Francesco che mi vede, mi saluta, e poi gentilmente mi fa entrare per primo, mi prescrive l’analisi e mi visita: “Ci vedremo dopo i risultati, io li vedrò al computer e appena li vedo, se ci sono dei problemi la chiamo. Questo weekend mi assenterò per un convegno a Napoli, comunque per urgenze mi chiami pure sul cellulare”. Prendo un numero per la consegna delle urine, pago il ticket. “Le analisi saranno pronte per il 4 Maggio” l’impiegata della mater Domini gentilissima mi chiede se voglio vederle on line, mi da l’ID e la Password per la consultazione e facciamo ritorno a casa. La urinocultura, per fortuna, risulterà NEGATIVA, si allontana così anche il rischio di infezioni o di cistiti.

Sabato 29 – Invenzione della sedia “cessatoria”. Vengono a trovarmi a casa Umberto (cugino di mia moglie) e Mario (figlio di una cugina di mia moglie) che è architetto e ha un mobilificio a Busto. Ridiamo sulla seduta fatta sul cordolo paraspifferi e Mario dice che forse una sedia ad hoc ce l’ha lui in negozio. Mia moglie procura la sedia, recuperiamo l’asse dalla cantina e voilà nata la sedia cessatoria! Una sedia aperta, senza la seduta, su cui adagiamo l’asse così posso sedermi come sul water dove non ho problemi di “appoggio del peso sulla vescica”, con conseguente piccola minzione indesiderata. (D’altra parte così come il Papa “usava” la sedia gestatoria, io che sono Papa Rho Primo, userò la sedia cessatoria! Ma dai!)

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La sedia cessatoria

Interverrà poi lo zio Gigi per fissarla con tre viti in modo che l’asse non si muova. Potremmo esporla alla prossima Esposizione Universale! Ma dai!

Domenica 30 vado a Messa … e per stare seduto mi siedo su due sedie (una chiappa su una sedia e una chiappa sull’altra lasciando lo spazio fra le due sedie in modo da non interessare la vescica con il peso del corpo, qualcuno mi guarda di sbieco … e allora?

E siamo a Maggio, ci sono dei significativi miglioramenti: la notte riesco a dormire (questa notte ho dormito dalle ore 23:00 alle ore 6:00, forse anche grazie alla pastiglia di Cistalgan che mi ha prescritto il Dott. De Francesco), vado a prendere il giornale e fare qualche piccola commissione resistendo tutto il periodo (ma non sempre, qualche volta mentre apro la porta di casa scatta l’impulso a farla e non ci sono santi che la tengano); se sto sdraiato riesco ad attenuare i bruciori; ho ripreso a sedermi su sedie normali, si è attenuato il peso del corpo sulla vescica (ma non sempre, certe volte basta un movimento e voilà scappa una piccola minzione indesiderata); la posizione meno resistente resta quella in piedi soprattutto quando sono in casa e la toilette è a portata di mano. Insomma non ci siamo ancora! Decido di scrivere queste note, grazie ai miglioramenti osservati e al Cistagan, Mercoledì 3 sono andato ancora all’orto, però … senza esagerare, ma questa è un’altra storia. Si vedrà!

Insomma non siamo ancora fuori dal Tunnel ma si intravede in lontananza qualche spiraglio di luce!

Alla prossima e … con la speranza che l’incontinenza sia finita.

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500simo Anniversario Santuario Santa Maria

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Scarica la locandina in formato jpeg >>> Leggi la storia del Santuario, con approfondimenti sull’architettura, le opere pittoriche e scultoree ed i loro autori >>>

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Newslwttwr Webcultura–Consuntivo Aprile 2017

Modifiche effettuate nel sito nel mese di Aprile 2017

BLOG:             – Newsletter Marzo 2017

                            – L’intervento alla prostata

San Giovanni – Canto Novo

Tempo            –  Marzo  Consuntivo

– Odontoiatria by Cristina  Mirelli

                           – Presenza degli specialisti

                           –  Lo Studio

Mons. Livetti:  La Preghiera

Ul ’45

Noi del Tosi :  

Segnalazioni

Rocca di Oggiona:

Riaperto Ristorante alla carta Giovedì, Venerdì e Sabato sera e alla Domenica per pranzo!

Altri siti:

Cooperativa Speranza

Silvio Crespi

CAV:

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Nella cartella Aprile 2017 trovate gli allegati ricevuti nel mese di Marzo

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SCOPI, con link alla Motivazione

OBIETTIVI, (un elenco di buone intenzioni) di concreto c’é solo un quadro di Pablo Picasso

MEZZI, (idem)

VETTORI, c’é un link al Corso ECDL (patente europea) per imparare ad usare il Personal Computer

STRUMENTI (idem)

TEORIE link a piccole presentazioni Power Point con esempi di piccoli Modelli di alcune piccole Teorie

METODI, il mio pallino per la modellizzazione di tutto (costruzione di modelli concettuali): alcuni i esempi.

Alcune pagine contengono una loro spiegazione (basta fare click sul punto di domanda (?), ad esempio:

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Cordiali saluti

Antonio Paparo

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Intervento

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Il giorno del ricovero -Da sinistra: Carlo, zia Dodò, zio Gigi, il malato, Roberta e Ilaria

La scoperta

Dopo una visita di controllo l’urologo mi dice che la prostata si è ingrossata e i valori del PSA sono un po’ alti (5,4). “Io andrei a fare una Biopsia”; ed io “e.. vada!” … “non io, Lei dovrebbe fare una biopsia così vediamo se è una cosa benigna o ci dobbiamo attivare”. Così vado a fare la Biopsia e tutti mi dicono: “sii positivo, sii positivo” … e così sono risultato positivo … in tre minuscoli nucleoli di 1,3 mm sono state trovate delle cellule tumorali con Score di Gleason 3+4 (7), tumore con rischio intermedio. La vache! L’urologo mi spiega quali sono le alternative: “intervento radicale o radioterapia” illustrandomi per entrambi le terapie le possibili complicazioni. “Io che sono un chirurgo le consiglierei l’intervento, che oggi, qui da noi alla Humanitas Mater Domini viene eseguito in laparoscopia con il Robot Da Vinci. In quattro o cinque giorni si leva il pensiero”. Veramente, ribatto incacchiato, ci sarebbe una terza soluzione; NON FARE NIENTE!

L’incredulità e la mediazione

Non ci volevo credere, ma no, avranno sbagliato, poi mi tuffo su Internet a scoprire tutto su questo “ignoto male” alla ricerca di soluzioni alternative. Ho raccontato altrove delle mie ricerche inutili e delle “soluzioni miracolistiche” trovate:

· Il cancro si cura con mezzo litro di acqua tutte le mattine e la spremuta di due limoni con dentro un cucchiaino di bicarbonato! (in un ambiente alcalino non si sviluppano cellule tumorali)

· Il cancro si cura con l’olio di cannabis in sedici giorni di cura sparisce qualsiasi tumore!

· Il cancro si cura…

· Il cancro si cura…

Il cancro non si cura bisogna asportare l’organo malato o bruciare i tessuti cancerogeni con la radioterapia.

Coinvolgiamo i parenti medici e persone che hanno già subito questo intervento e … sedicenti “esperti tuttologi” e anche qui non vi dico il bailamme di risposte:

· Questo tumore non s’ha da operare, assolutamente radioterapia, avrei operato solo se il paziente avesse avuto meno di 50 anni!..

· Operare assolutamente e subito, non domani ma oggi stesso, prima lo fai e meglio è

· Ma se non volevi FARE NIENTE non dovevi neanche fare la biopsia che potrebbe scatenare le metastasi!

· Zio ti faccio operare io da un mio amico urologo al San Donato, ho già prenotato una risonanza magnetica, tu intanto fai una TAC … (che prenoto all’Humanitas per il 5 di Aprile).

Poi trovo su internet un’altra alternativa (EUREKA!) che prevede l’utilizzo degli ultrasuoni, meno invasivi e con la possibilità di intervento successivo. Mi gaso, ritrovo il mio buon umore, ne parlo col mio urologo: “è una minchiata” non ci sono dati di riferimento e ormai non lo fa quasi più nessuno”. PECCATO mi era sembrata la soluzione!

La rassegnazione

Alla fine decido per l’intervento consigliato dal mio urologo Dr De Francesco che mi sembra una persona saggia e assennata. Firmo per accettazione la proposta di intervento , programmiamo subito il pre-ricovero e fissiamo la data dell’intervento 3 Aprile con ricovero il 2 Aprile ore 11 per la preparazione.

Siamo nel tunnel

Domenica 2 Aprile – Giorno -1

L’appuntamento con lo zio Gigi, che mi accompagna in clinica, è alle 10:30, alle 10:00 suona il citofono, sarà già lui! Ma no è mio figlio Carlo proveniente da Bristol, ha preso un volo questa mattina presto insieme alla Roberta, e vuole accompagnarmi anche lui insieme allo zio. Che bella sorpresa! Così alle 10:30 in punto partiamo e alle 11:00 siamo in Mater Domini. Come da indicazioni prendiamo l’ascensore in zona blu e saliamo al 4 piano e alla reception: “Buon giorno! Abbiamo prenotato una suite!” Sì, signore, la sua suite è la numero 11. Entriamo in un’ampia cameretta con un solo lettino ben attrezzato per la degenza con due appendi flebo, marchingegni per il sollevamento e l’abbassamento del letto e il posizionamento dell’ammalato, due tavolinetti mobili per servire il cibo a letto, un armadio a due ante con stender appendiabiti, cassetti per riporre gli effetti personali, in ogni anta una cassaforte aperta con le istruzioni per il suo funzionamento, un tavolino con due sedie e un bel divano (si vede che è una camera strutturata per ospitare due degenti e magari nel divano letto un ospite), appendini da muro per i visitatori, un bel televisore. Ci chiedono i documenti (carta d’identità), misurano la pressione (140/80) e la temperatura (36). Vengono in visita il Dott. Pietro Bono, che ha fatto la biopsia, ha bisogno della fotocopia di un documento della mia cartella clinica. Poi è la volta del mio urologo il Dott. De Francesco: “allora ci rivediamo domani mattina, la sveglieranno alle 7:30, la porteranno giù al piano -2 e dopo le operazioni preparatorie per l’anestesia totale cominceremo l’operazione verso le ore 8:00. Calcoli un paio d’ore o tre comunque non sarà su in camera prima di mezzogiorno”. Mi mettono un braccialetto di carta plastificata col mio numero in codici a barra, una simpatica ragazza viene a chiedermi cosa preferisco mangiare per il pranzo (Dal menù a la carte scelgo spaghetti al pomodoro e carne bianca alla griglia con verdura cotta … e una bottiglia di Barolo ’64 … no guardi abbiamo solo le bollicine … e allora acqua minerale gassata.

Carlo intanto “in men che non si dica” predispone una postazione “tecnologicamente avanzata”: il suo Ipod con la mia posta, il mio Facebook e il mio Skype, c’è una wireless potentissima ci vengono assegnati ID e Password, per le telefonate userai il tuo vecchio telefonino, l’IPHON è rimasto, per cautela (?!?), a casa.

Lo zio Gigi accende anche il televisore: “Ehi ma hai anche SKY”. Mi spiega subito come utilizzare i due telecomandi: sulla gamma 200,201,202,… trovi lo sport; sulla gamma 300, 301, 302, … trovi i films.

Con l’altro telecomando hai la televisione digitale, ma ce l’hai anche su SKY senza però canale 5 e il 4 di Mediaset sulla gamma 5000.

Con SKYPE chiamiamo a casa madre e le facciamo vedere la stanza, chissà che non si decida a farmi visita, purtroppo lei soffre di emafobia (paura del sangue) e non ama tutto ciò che è ospedaliero (speriamo non le capiti mai niente!).

Alle 12:30 portano il “prandium”: RIGATONI al sugo di pomodoro (peccato sappia di burro), ma vedo una bustina con dell’olio e un’altra col grana padano e un’altra ancora col sale, lo chef interviene versa tutto l’olio, tutto il grana e un pizzico di sale e i rigatoni diventano gustosi al suo palato! Whauuu! Per secondo scaloppine di petto di pollo alla piastra con contorno di zucchine lesse (al burro? Ma c’è un’altra bustina con un mix di olio e aceto che versiamo sulle zucchine con un pizzico di sale: zucchine allo scapece!) il tutto accompagnato da un panino due bustine di grissini e tre mandarini! Pranzo ricco e abbondante per la truppa! Come si diceva a militare.

Consumato il pasto riesco a mandar via prima lo zio Gigi “vai, dai! sono qui come un principe!” e poi mio figlio: “C’è tua madre che ti aspetta per il pranzo … “ poi sistemo gli effetti personali nei cassetti dell’armadio, riassetto il tavolino e leggo il Corriere arrivato con il pranzo.

Altra visita, due fanciulle per la misura della pressione (ma l’ho misurata appena arrivato!) Non importa riproviamo (140/80) e la Temperatura (36).

Ritorna Carlo che a casa ha scaricato anche Whatsapp web per utilizzare sul suo Mac il mio Whatsapp: “così hai proprio tutto come a casa”.

Segue il controllo e completamento depilazione che abbiamo eseguito a casa ma non in forma adeguata alla bisogna soprattutto nelle parti intime e sulle cosce che devono essere modellate a mò di pantaloncino.

Due “angioli depilatori” due ragazze giovani con tanta grazia impugnano il rasoio elettrico (la macchinetta del barbiere) e con tanta grazia e delicatezza procedono al completamento della depilazione.

Arrivano la Roberta (la ragazza di Carlo) e sua sorella Ilaria entrambe carinissime, chiacchieriamo un po’ poi con Carlo vanno a cercare un caffè (oggi è Domenica ed è tutto chiuso), lo troveranno alle macchinette automatiche del pronto Soccorso al piano -2.

Arrivano altre due infermiere, una impugna in mano due bottigliette munite di beccuccio: “Dobbiamo fare il clistere, ne facciamo due così si pulisce bene, finché ce la fa a tenere bene quando non ce la fa più molli pure, mi portano direttamente al cesso, mi mettono a 90° e mi iniettano il liquido dei due flaconi. Il clistere ovviamente ha un effetto immediato, almeno uno dei flaconi, penso, venga giù esattamente come entrato, mi scarico completamente e poi mi do una lavata anche per rimuovere un po’ di peli rimasti sul corpo dalla depilazione.

Quando esco dal bagno ci sono seduti sul divano lo zio Gigi e la zia Dodò (sua moglie) che mi aspettano da un po’. Tornano, poi, anche Carlo Roberta e Ilaria e facciamo un po’ di salotto. Ci colleghiamo anche con Francesca, mia figlia, che abita in Iowa, per assistere alle acrobazie di mio nipote Sebastian di 8 mesi che tenta di gattonare. Chiamiamo anche Madre a casa per rassicurarla che tutto procede bene.

Alle 19:00 lo zio Gigi e la zia Dodò ci lasciano, seguite a breve anche da Roberta e da Ilaria, resta a farmi compagnia Carlo.

Riceviamo una telefonata da mio nipote Panto (il medico, che tanto ha insistito per un’operazione immediata). Telefona anche Daniele, il mio consuocero, Lui e Idelba vorrebbero venire a trovarmi domani, gli altri giorni non possono, anche lei esercita la professione medica come medico di base a Brugherio.

Arriva anche la cena, questa sera … solo un BRODINO! Cui aggiungiamo un po’ d’olio (la solita bustina) e del grana padano.

Poi riesco a mandar via anche Carlo, sono le 19:45, Madre sarà in pensiero, ti aspetta per la cena e lo sai che lei vuole mangiare presto altrimenti non digerisce!

Arriva un’infermiera con la pastiglia per la protezione dello stomaco, che prendo subito. Un’inserviente porta via il vassoio della cena. Tento un po’ di lettura del Libro “Aristotele” di Roberto Radice distribuito con il Corriere al prezzo di un Euro. L’ho preso anche perché Roberto che è bustocco viaggiava con me sui treni delle Nord e ogni tanto facevamo qualche dotta chiacchierata. Ma rinuncio presto, non sono abbastanza concentrato per letture di questo spessore. Provo a cercare qualcosa da vedere in televisione ma desisto presto, non mi interessa proprio niente. Riguardo Facebook e la posta elettronica con l’IPAD che mi ha lasciato Carlo. Alla fine stanco di questa intensa giornata -1 decido di andare a letto, faccio come il Principe di Condé che prima della grande battaglia si fece una gran dormita. Sono stato ben informato: domani è il fatidico giorno dell’intervento previsto per le ore 7:30, inizieranno verso le ore 8:00 e termineranno verso le 10:30 poi starò in attesa di rianimazione e per le ore 12:00 sarò di nuovo in camera.

E fu sera e fu mattina fine del giorno -1. Domani è un altro giorno si vedrà .. all’opera il famoso robottino Da Vinci.

Lunedì 4 Aprile 2017 – Giorno 0 (zero)

Alle 6:20 mi sveglia una simpaticissima infermiera, ha portato due camici e un copricapo verdi. “Il primo camice, quello più grande, lo indossa con l’apertura dietro, il secondo, è una mantellina, lo indossa con l’apertura davanti, indossi questo copricapo e si faccia trovare pronto per le ore 7:10, verranno a prenderla!” Twin peacs!!!

Esegue un prelievo di sangue, misura la pressione e la temperatura. “Mi hanno detto di portare queste calze antitrombo” … “Le prendo io e le troverà nella sala della preparazione all’intervento. Mi raccomando puntuale alle 7:10!… “OBBEDISCO”!

Alle 6:40 mi alzo vado in bagno a lavare i denti, armeggio per infilare il primo camice, è bello grande, mi contiene tutto, annodo i legacci, infilo il secondo, metto la cuffia, mi guardo allo specchio, sono proprio ridicolo (sono capitato in un sit comedy like Grace anatomy) alle 7:00 sono pronto … non so esprimere cosa mi passa per la testa: ma cosa stai facendo? Ma sei proprio sicuro? Non hai capito che non esiste alternativa? Questa per i medici cui ti sei rivolto è la soluzione! È il minore dei mali! VIA TUTTO! Non aspettarti certo rose e fiori … ci sarà da soffrire! Pazienza!

Vengono a prendermi alle ore 7:20 in punto, mi sdraiano su un carrello, mi portano verso gli ascensori, attraversiamo labirinti di corridoi e finalmente un grande montacarichi ci porta al piano -2 dove sono ubicate le sale operatorie. L’inserimento in sala avviene da una grande finestra, si apre una specie di lama gigante, dall’altra parte viene azionato un giaciglio di legno, o di plastica, non so!, il carrello viene sollevato alla sua altezza, sono traslocato sul giaciglio che viene riportato automaticamente dall’altra parte e da qui rimesso su un altro carrello pronto per la preparazione. Portato in un quadrilatero con tende gialle che vengono chiuse su due lati, mi accoglie un’infermiera che mi tranquillizza “non abbia paura, adesso infiliamo tre piccoli aghi, due in vena sui due polsi e uno in arteria, primo ago nel polso sinistro:ha sentito dolore? (non tanto!), secondo ago, nel polso destro: ha sentito dolore? (non tanto!), adesso infiliamo quello in arteria sul polso sinistro, mi tasta e ritasta, poi individuata l’arteria infila l’ago …. E, PORCA PUTTANA! Ho cannato il buco! Non si preoccupi … dobbiamo rifare, estrae l’ago, tampona con della garza che tiene premuto con entrambi le mani … conviene aspettare l’anestesista (il Dott.Nello con cui ho fatto una lunga chiacchierata durante il pre-ricovero, se vuole farlo arrabbiare gli dica che è di Pisa, lui è di Livorno)… l’anestesista arriva, ma non è il Nello, che è impegnato in un altro intervento, è una donna! Ma io avevo raccontato a Nello della mia paura e dei miei dolori atroci al risveglio! E adesso? “Non si preoccupi i nostri protocolli antidolore non le faranno sentire niente!” L’infermiera del buco: “Facciamo una piccola preanestesia per rifare il buco nell’arteria! Poi mi fanno preanestesia, buco nell’arteria e anestesia e mi portano in sala operatoria dove vedo in tutto il suo fulgore il Robottino, c’è scritto a grosse lettere “DA VINCI”, mi rassereno, anzi mi addormento.

Per tutta la notte ho solo dormicchiato con un pensiero molesto: e se fosse tutta una messa in scena, il robottino, la laparoscopia, e se invece hanno preparato tutto per un intervento tradizionale a cielo aperto? Domattina appena mi sveglio devo telefonare a mia moglie: “va che ieri mi hanno chiesto il tuo numero di cellulare, se dovessero chiederti per qualsiasi motivo di operare a cielo aperto … NON AUTORIZZARE!” Ma poi una volta sveglio ho desistito da questo insano proposito e mi sono affidato nelle mani dell’equipe del Dott. Taverna assistito dal mio Urologo, Dott. De Francesco.

Comunque l’immagine del robottino, una delle ultime memorizzate, mi ha risollevato non poco da questo incubo che mi perseguitava!

Tutte queste storie di malasanità che sentiamo alla televisione sono molto nocive dal punto di vista psicologico … hanno contaminato anche me che mi ritengo una persona razionale. Forse aveva ragione lo scrittore latino Tacito (Quando succedono certe nefandezze bisognerebbe nasconderle e metterci sopra una grossa pietra: “in super crate” per evitare il diffondersi dei miasmi e le contaminazioni).

Il risveglio

In sala operatoria si odono solo le mie urla: “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’…

“FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’…

“FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… un urlo disperato ripetuto fino ad avere le fauci secche.

Ma è solo una sensazione! Non può fare la pipì … ha su il catetere!

SARA’ quello che dite voi … ma “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… RIFATEMI l’ANESTESIA e … “FATEMI FARE LA PIPI’…

Adesso la portiamo di sopra e le mettono le flebo con gli antidolorifici e poi sentirà meno dolori.

Sopra, fuori dalla mia camera c’è lo zio Gigi … DIGLIELO TU di FARMI FARE LA PIPI’ non ce la faccio più!

Mi mettono le flebo con antibiotici e antidolorifici ma il dolore lancinante durerà per circa un’ora scandito dal mio ritornello: “FATEMI FARE LA PIPI’…

Sarà un giorno di dolore, anche se sempre più attenuato man mano che gli antidolorifici fanno il loro effetto analgesico.

Oggi niente mangiare, sarò nutrito con le flebo.

Nel primo pomeriggio arrivano le prime visite, a parte la presenza costante di Carlo e di Zio Gigi che penso siano spaventati quanto me.

Arrivano i miei consuoceri IDELBA e Daniele, lei è medico di base a Brugherio e lui che è un Ingegnere in pensione le fa da segretario in ambulatorio.

“Dai che ormai è fatta!“ MA IO DEVO FARE la pipì!”… Antò, quando hai su un catetere, non puoi fare la pipì che defluisce da sola dalla vescica alla borsa che è qui appesa a fianco del tuo letto …”.

Guardo la borsa e realizzo finalmente questa VERITA’… che ho infilato un tubicino nel pisello che va fino alla vescica!

“… ma questo per la vescica è un oggetto estraneo e vorrebbe espellerlo, e allora ecco il tuo dolore dovuto anche alle ferite che hai, 4 buchini di qualche millimetro e uno di 3 cm con il drenaggio, in più hai questa farfalla sul dorso della mano, per inserire le flebo. DEVI avere PAZIENZA!”.

Realizzo che ho un anche una ferita più grande per il DRENAGGIO (che parolaccia): Il drenaggio in chirurgia indica la tecnica per far defluire i liquidi prodotti dalle ferite! Twin Peacs!.

Ritorna Carlo che si alterna con lo zio Gigi per garantirmi una copertura costante di presenza per gli eventuali bisogni.

Il giorno zero è comunque il peggiore. Dovrebbero però trovare delle soluzioni, per esempio:

– Passare dall’anestesia al sonno finché non è cessato il dolore lancinante.

– Un’APP per il telefonino che monitorizzi l’intensità del dolore, applicando degli elettrodi come si fa per il cardiogramma, che trasmettono gli impulsi del dolore via wireless all’APP del telefonino che rielabora ed espone un grafico dove sono evidenziati tutti i dolori con colori diversi e la loro intensità … in modo che si possa intervenire in tempo reale … un po’ di analgesico qua … un po’ di antidolorifico là … lo dico a Carlo che a Bristol realizza chip wireless: “con tua cugina Monica, che fa l’anestesista realizzate un progetto … vi danno il premio Nobel in Medicina … o quantomeno il plauso di tutti i pazienti traumatizzati dal dolore”.

Arriva per una visita anche tutta l’Equipe medica (Dott. Taverna, Dott. De Francesco, Dott. Bono …) vaneggio con loro del mio progetto M0G0 (Momento 0 Giorno 0)… mi guardano tutti perplessi (Sta ancora vaneggiando)… e invece dico loro che il mio corpo è ancora sotto gli effetti anestetici ma la mia mente GALOPPA … GALOPPA … alla ricerca di una soluzione.

INSOMMA non è così semplice, non è proprio una passeggiata … e ci mancava anche questo CORDONE infilato nel pisello! Ma dai! E un catetere wireless a quando? Bisognerà aspettare il teletrasporto!.

Martedì 4 Aprile 2017 – Giorno 1

Questa notte ho dormito, le massicce dosi di antidolorifico, analgesico, tachipirinico, hanno sortito il loro effetto. Ma allora vedi che la soluzione ci sarebbe già, dico a mio figlio, che è già li quando mi sveglio. Non potevano mettermi in una condizione di dormienza fino a stamattina così non sentivo tutto quel dolore e non subivo una seconda traumatizzazione post intervento (la prima quando mi hanno tolto la cistifellea!). Tu comunque pensa ad una soluzione … parlane con tua cugina Monica!

Arriva tutta l’equipe medica, tutte le mattine alle 7:20, fanno il giro tutti insieme, poi ritornano alla spicciolata verso mezzogiorno e alla sera verso le ore 19:00 (Un bel ritmo di lavoro: DODICI ore al giorno!)

Scambio il Dott. Taverna per l’anestesista Dott. Nello gli dico che non mi ha assistito come promesso nel nostro colloquio pre-intervento (Sì , Sì tentenna la testa del Dott. De Francesco: .. vaneggia … vaneggia … vaneggia ancora …. In questi giorni ha visto troppi medici). Quando va via me ne accorgo e mi riprometto di chiedere scusa.

Oggi può già mangiare! Sentenzia il Dott. Taverna, può ordinare quello che vuole aggiunge il Dott. De Francesco, ma senza esagerare!

Arriva quindi l’Angelo della colazione (Fabiola): Cosa le possiamo portare questa mattina? Un Caffè e una brioche vuota!

Arrivano gli angeli della pulizia intima: “Sollevi il culetto … mi mettono sotto una vaschetta, lavano le parti intime, mi asciugano, puliscono le zone incerottate (5 cerotti), cambiano il pantaloncino in Tessuto-non-tessuto (un fatt’apposta per il catetere) con una bella patta che si chiude con i nastrini in velcro. Sono bravissime i due angioli della pulizia intima (Barbara e Valentina(?)… simpaticissime … cerco di ricambiare con un baciamano!

Il dolore non è scomparso, ma non è così lacerante come al momento zero del giorno zero.

Arriva anche l’Angelo della pressione (140 / 80) e l’angelo della temperatura (36,2). PERFETTO!

Sono nel tunnel

Sono nel tunnel! Ma non ci sono più i tunnel di una volta, completamente bui e senza la possibilità di intravedere la luce, adesso i tunnel sono illuminati e soprattutto pieni di ANGIOLI!

Nella mia stanza è un continuo alternarsi di personale medico, infermieristico, e di servizio, tutti gentilissimi e simpaticissimi, cerco anch’io, come sempre, d attivare un feeling con loro, non so quanto ci riesca, con alcuni di più con altri di meno (ma nelle mie condizioni vengo giustificato di tutto): il Dott. De Francesco mi dice: “Di tutto quello che sentiamo nei primi due giorni dai nostri pazienti, dimentichiamo anzi rimuoviamo tutto”. Ho trovato qui comunque un mondo di persone motivate, entusiaste del loro lavoro, efficienti ed efficaci e soprattutto un MONDO di BUONI! (forse … tranne uno!).

Iniziano poi le visite parenti, amici e conoscenti: fa piacere, quando sofferenti, vedere un viso amico, una persona che si è ricordato di te, che viene a trovarti per alleviare il tuo dolore.

Arrivano Roberta, suo Papà e sua Mamma (Luciano e Mirella, miei futuri CONSUOCERI, quando Carlo e Roberta decideranno cosa fare da grandi!), CARINISSIMI!

Quando si va a visitare qualcuno, bisogna lasciare sempre fuori dalla porta tutte le NEGATIVITA’, le esperienze traumatiche, quelle di amici e conoscenti, racconti del terrore dell’ amico rimasto sotto i ferri di quell’altro colpito da un trombo quindici giorni dopo l’intervento, di quell’altro che han dovuto aprire e chiudere perché non c’era più niente da fare …. “Siate solo positivi, fate al visitato una bella iniezione di ottimismo, fatelo ridere se ci riuscite, dategli una carezza, siate delicati con lui che ha solo bisogno di un massaggio dell’anima!”

Arriva l’angelo del pranzo: “Cosa vogliamo mangiare oggi? Abbiamo riso in bianco, pasta al sugo o in bianco, carne ai ferri, insalata e frutta cotta”. Scelgo riso in bianco (ma senza burro mi raccomando!), carne ai ferri, insalata e mela cotta.

Poi quando portano il cibo mi preparano il letto, tirano su la parte superiore per mettermi quasi seduto, infilano il carrello porta vivande sotto il mio naso e mi servono quanto ordinato. Condisco il riso con la solita bustina d’olio d’oliva (buono!) e la bustina di grana padano (ottimo!), l’insalata con il mix di olio e aceto (delizioso ed equilibrato!), un po’ di sale. Poi trangugio lentamente il tutto con una fame da lupo!

Approfitto della postazione supertecnologica per controllare i post di Facebook, i messaggi di posta e di Whatsapp, poi chiedo a mio figlio di farmi un video mentre faccio finta di fare alcuni esercizi di Tai Chi da inviare al gruppo dei cugini e al gruppo del Primo turno della palestra Pro Patria Bustese Sportiva.

Satollo mi sdraio e cerco di dormire ma non c’è verso, le visite si avvicendano ininterrottamente e alla sera ripassa tutta l’equipe dei medici. “Mi faccia vedere questa pancia!” Mi tocca l’addome con le dita “Mi sembra un po’ gonfio questo addome. Cos’ha ordinato per cena?” … Pasta al sugo … “Niente pasta al sugo … stasera PASTINA in brodo(CATTIVISSIMO!). Infatti la sera arriverà solo un piatto di pastina in brodo e nient’altro! La trangugio famelico e poi cerco di dormire. E fu sera e fu mattina. Domani è un altro giorno si vedrà!

Mercoledì 5 Aprile – Giorno 2

Carlo è qui presto, oggi alle ore 12 ha un volo per tornare a Bristol insieme a Roberta … Povero! È venuto senza prendere ferie, infatti ha continuato a lavorare in remoto col suo ufficio utilizzando il suo Mac e la wireless della clinica e poi anche a casa mi ha detto moglie che ha continuato a lavorare. Ieri sera l’ho chiamato per dirgli che il telefonino mi ha piantato … ho esaurito il credito TIM! Ma se io ho un abbonamento con la 3? “Eh caro mio sei andato in roaming con TIM che ti ha cuccato tutto il credito residuo”. Oggi quando tornerà a casa ripristinerà il mio IPHON (per cautela lo avevamo lasciato a casa spostando la SIM sul vecchio telefonino NOKIA … ma qui ci sono le casseforti!)

Anche oggi nel tunnel i soliti giri di valzer: colazione, prelievi, pressione, temperatura, (pulizia ?)…, “ No quella oggi la fa da solo le lasciamo due belle spugnette, poi va in bagno … così si abitua a pulirsi da solo” … e cambi e ricambi delle flebo.

A proposito di flebo, questa notte sono stato quasi sempre sveglio e dolorante, e non ho visto ricambi continui di antidolorifici, antibiotici,… Un mio pensiero cattivo: il primario ieri sera oltre a prescrivermi una pastina in brodo deve aver suggerito di “farmi soffrire un po’” (Boccaccia mia statti zitta! Che a pensar male si fa peccato … anche se spesso ci si azzecca!).

Quando passa al mattino con tutta l’equipe medica gli riferisco che non ho dormito e che i dolori sono aumentati … lui mi ritocca l’addome: “Bene … bene siamo migliorati” Poi dopo un po’ arrivano flebo e antidolorifici, una tachipirina 1000 per via orale, che mi farà star bene (benino!) per tutta la giornata. (Ma allora non è proprio così CATTIVO come ho mal-pensato! Ricordati che il medico pietoso fa la piaga verminosa!

Nel pomeriggio arriva Gigi con l’IPHON lo colleghiamo alla wireless, lo proviamo, funziona tutto: Skype, Facebook, Whatsapp, la posta elettronica, Messenger … Whouuuu! E tutto su un unico dispositivo.

Da Carlo arrivano messaggi: “Imbarcati,… atterrati,… siamo a casa”.

Si alternano altre visite e soprattutto mi sfogo col mio IPHON, rispondo a tutti i gruppi su Whatsapp: Cugini, Parafulmini, Primo turno Palestra, Quelli che vengono una volta all’anno … invio il video con alcuni esercizi di Thai Chi fatti nel letto (spero non lo veda la Mary, la nostra istruttrice, altrimenti mi scomunica). Rispondo e commento tutti i post di FACEBOOK, rispondo a qualche messaggio di posta. Poi mi stanco e cerco di riposare.

Quando viene il Dott. De Francesco che vorrebbe dimettermi già domani, gli chiedo: “Ma mi manda a casa con il catetere? … “Si perché cosa c’è di male, imparerà a gestirsi e poi Lunedì lo togliamo” … “Ma se mia moglie vede tutto questo ambaradan mi sviene seduta stante. Dobbiamo trovare una soluzione!” Chiamo mia moglie al telefono le confesso le intenzioni dell’Urologo, poi glielo passo al telefonino. “Signora non si preoccupi glielo mando a casa con una sacca attaccata alla gamba, lei non vedrà niente” Comunque si accordano per un altro giorno di permanenza in clinica. Mi dimetteranno Venerdì mattino dopo aver mangiato.

E fu sera e fu mattino … fine del Giorno 2, Domani è un altro giorno si vedrà

Giovedì 6 Aprile – Giorno 3

Potevano già dimettermi oggi e invece abbiamo rimandato a domani. Nulla di nuovo da segnalare tranne che durante il giorno cerco, man mano che arrivano, di conoscere i miei angeli, do loro un mio bigliettino da visita e se qualcuna ha tempo cerco di spiegare la pagina iniziale del mio sito Webcultura. A tutte scrivo dietro il bigliettino: il sito web cultura lo potete vedere solo con INTERNET EXPLORER attivando dal MENU’ Strumenti l’opzione VISUALIZZAZIONE COMPATIBILITA’… poi ritrascrivo sul mio quadernino degli appunti i loro nomi (ma forse ne manca qualcuno).

L ‘Angelo della pastiglia per proteggere lo stomaco – L’Angelo VALENTINA

L’Angelo del cambio sacca “DEVE bere di più!, mi raccomando” – L’Angelo Laura (la filosofa)

L’Angelo della Colazione – L’Angelo Fabiola

L’Angelo del pranzo – L’Angelo Giulia

Gli Angioli che misurano la pressione e la temperatura – (che sbadato!non ho preso i loro nomi!)

L’Angelo della cucina – L’angelo Giuseppina

L’Angelo delle DIMISSIONI – L’Angelo Dott.ssa Sara l’urologa incontrata al prericovero

L’Angelo Monia

L’arcangelo del Pannolone

L’Angelo Rosita

Non so se ci sono tutti gli Angioli e non di tutte son riuscito a memorizzare il ruolo.

Poi ci sono i Cherubini e i Serafini, i Troni e le Dominazioni dell’Equipe Medica di Urologia:

Taverna Dr Gianluigi, Bono Dr Pietro, Bozzini Dr Giorgio, De Francesco Dott. Oliviero, Mandressi Dott. Alberto, Martinengo Dott. Carlo, Melegari Dott.ssa Sara e Seveso Dr. Mauro.

Ringrazio tutti sentitamente per l’impegno profuso a rendere quanto meno doloroso possibile questa mia permanenza nella clinica Humanitas Mater Domini di Castellanza (VA).
Mi sarebbe piaciuto entrare in empatia con loro, ma ho capito che hanno poco tempo, che sono troppo impegnati, comunque a tutti. VIVISSIMI COMPLIMENTI!

Venerdì 7 Aprile – Giorno 4

Il giorno delle dimissioni

La Dott. Sara mi porta la lettera di dimissione. Il Dott. De Francesco mi aiuta a mettere la sacca per il catetere mi spiega come allacciarlo alla gamba, mi aiuta … E dopo aver consumato l’ultimo pasto, con lo zio Gigi ritorno a casa dove mi tratterrò fino a Lunedì 10 Aprile (il tunnel del catetere). Alle ore 8:30 siamo nel salottino, Saluto gli angeli che mi capitano a tiro, arriva il Dott De Francesco che estrae il catetere (e..senza nessun dolore! BRAVO!) … appena avrà fatto la pipì può tornare a casa. Ci vuole poco … e devo già correre in bagno … una cascata inonda il primo pannolone … ne mettiamo un secondo … Informiamo De Francesco dell’evento, viene a salutarci e torniamo a casa.

Domani è un altro giorno si vedrà! Perché ormai siamo entrati in altri tunnel: quello del catetere, quello senza catetere e con i pannoloni … e chi vivrà vedrà! Perché i tunnel non finiscono mai.

Ad majora!

 

Il video del mio esercizio di Thai Chi  il giorno dopo l’operazione il 4 Aprile 2017 alle ore 16:30… per estorcervi un sorriso.

Un sentito ringraziamento a tutti i visitatori:

· I miei consuoceri Idelba e Daniele

· Roberta, Ilaria con Papà e Mamma

· La zia Mary Long – Marilena

· Anna e la sua Mamma

· Fratel Mario e Lino del PIME

· Umberto e Mario

· Floriana e Luisella

· Sergio e Laura

· Gaetano

· Liviana ed Ercolino

Un grazie a tutti quelli che hanno telefonato, inviato messaggi di posta elettronica, commentato post di Whatsapp e di Facebook. Li ringrazierò personalmente dopo, con calma, con le specifiche APP o richiamandoli al telefono. Sarebbe un elenco troppo lungo mi limito a citare le mie Sorelle, Cognati e Cognate, i miei nipoti e le mie nipoti (e sono tanti: 27), Gli amici della Palestra dei turni con Rino, Antonella e Mary, della Compagnia Teatrale i Parafulmini, dell’Associazione Noi del Tosi, Dell’Associazione “Amici Asilo Sant’Anna”, dell’Associazione ADEAT, dell’Associazione ’55, Dell’associazione Amici del PIME, i Padri Missionari del Pime Padre Giancarlo e Padre Dionisio, Mons. Livetti, Ai miei allievi e alle mie allieve, ai miei amici di Garlenda: Maristella, Roberto, Francesca e zia Lella, alle mie preziosissime suore Marcellina, Floriana, che ho sentito sempre presenti con le loro preghiere.

Un sentito ringraziamento a mio figlio Carlo per la premurosa assistenza, allo zio Gigi e alla zia Dodò sempre presenti e disponibilissimi, a mia figlia Francesca, suo marito Davide il nipotino Sebastian che hanno seguito dall’Iowa il nonno in questa avventura.

Un grazie a quelli che ho dimenticato, ma in questi frangenti ritenetemi giustificato.

Antonio

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Newsletter del sito www.webcultura.eu – Consuntivo del mese di Marzo 2017

Modifiche effettuate nel sito nel mese di Marzo 2017

 

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San Giovanni                  – Canto Novo

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– Odontoiatria                   – Presenza degli specialisti

                                            –  Lo Studio

–  Mons. Livetti:  La Preghiera

                               18 – A Gesù Crocifisso, 2 parte

                               19 – A Gesù Crocifisso, 3 parte

                               20 – A Gesù Crocifisso, 4 parte

                                21 – Inv. di Sant’Ignazio, 1 parte

                               22 – Inv. di Sant’Ignazio, 2 parte

                               23 – Inv. di Sant’ignazio, 3 parte

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Nella cartella Marzo 2017 trovate gli allegati ricevuti nel mese di Marzo

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Il vortice di Webcultura

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Il sito webcultura é sviluppato con Front Page ed è ben visibile solo con Internet Explorer attivando dal menù Strumenti “Visualizzazione Compatibilità”.

A quelli che chiedono spiegazioni sul sito Webcultura ricordo che le chiavi di lettura possono trovarle nella pagina Spiegazioni con precisazioni in:

FINI, (Analisi Transazionale con Piramide di Maslov, Loop Perverso della Comprensione, altri modellini…)

SCOPI, con link alla Motivazione

OBIETTIVI, (un elenco di buone intenzioni) di concreto c’é solo un quadro di Pablo Picasso

MEZZI, (idem)

VETTORI, c’é un link al Corso ECDL (patente europea) per imparare ad usare il Personal Computer

STRUMENTI (idem)

TEORIE link a piccole presentazioni Power Point con esempi di piccoli Modelli di alcune piccole Teorie

METODI, il mio pallino per la modellizzazione di tutto (costruzione di modelli concettuali): alcuni i esempi.

Alcune pagine contengono una loro spiegazione (basta fare click sul punto di domanda (?), ad esempio:

– nella pagina Indice se fate click sul ? in alto a destra trovate la spiegazione della pagina Indice

– nella pagina VERO, se fate click su “ Perché la teologia nel sito” oppure sul ?, trovate la spiegazione.

Achtung!

Se nell’accedere a Webcultura ricevete il messaggio che il sito potrebbe essere pericoloso, continuate pure con tranquilità, il sito è stato verificato dal provider e risulta pulito e privo di qualsiasi minaccia. Purtroppo Google e altri motori di ricerca hanno stretto le maglie dei loro controlli nel tentativo di accalappiare qualche cliente per certificare il sito segnalato da loro come pericoloso.

Cordiali saluti

Antonio Paparo

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Ebbene si!

Ebbene si!

Abbiamo un ADENOCARCINOMA PROSTATICO con Gleason score: 3+4 con un’estensione della NEOPLASIA di tre focolai della dimensione di circa 1 mm, trovati nella base destra e nella zona intermedia destra.

E questo è il contesto spaziale: una cosa piccola ancora sul nascere con una media potenza e una media capacità di espansione.

Si avete capito bene, tre cosette da un millimetro l’una! Abbiamo armato un cannone per sparare a tre passeri!

L’urologo mi dice: “Potrei dirle va tutto bene, ci vediamo fra un anno con altre analisi e altra biopsia, preferisco invece informarla che qualcosa abbiamo trovato, tre cose piccole con la presenza di cellule tumorali. Detto questo onestamente, io son un chirurgo, le dovrei consigliare di operarsi, abbiamo qui il robbottino per l’intervento alla prostata nel giro di una settimana abbiamo risolto tutto con un risultato di PSA a zero. Certo ci sono degli effetti collaterali che potrebbero essere spiacevoli come una diminuzione della potenzialità sessuale e fenomeni di incontinenza che potrebbero perdurare per un certo periodo di tempo.

In alternativa proporle altre soluzioni come la RADIOTERAPIA, ma anche in questo caso devo informarla degli effetti collaterali, non riusciamo ancora a bombardare in modo preciso solo la parte, a volte si possono interessare gli organi vicini come la vescica, l’uretra.

Comunque non deve decidere adesso, abbiamo del tempo ci pensi su, senta il suo medico di famiglia ed eventualmente anche altri pareri e poi con calma decida e mi tenga informato”. E, si ricordi qualsiasi decisione prende stia tranquillo e sereno, di tumore alla prostata si guarisce.

Questa in estrema sintesi la sua chiacchierata

Al che ribadisco che ci sarebbero anche altre soluzioni, faccio mentalmente la mia tavola di verità:

0 0 No intervento No Radioterapia

0 1 No intervento Si radioterapia

1 0 Si intervento No radioterapia

1 1 Si Intervento Si radioterapia

Scartando l’ultima combinazione che le prevede entrambe, gli dico potrei anche NON FARE NULLA! E lasciare che le cose seguano il loro corso, aspettando magari che si manifestino dei sintomi.

Al momento sto benissimo, non ho sintomi o disturbi se escludiamo qualche corsetta per le piccole devozioni e qualche alzataccia notturna per lo stesso motivo.

“Nessun urologo serio con questi valori le proporrebbe un altro periodo di osservazione, comunque mi sembra una persona equilibrata e razionale … faccia le sue riflessioni e mi faccia sapere”.

Mi scrive a mano una nota per il Medico di famiglia con le sue indicazioni, mi prescrive una ecografia addominale … e ci lasciamo.

Abbandono la clinica Mater Domini, mi reco alla macchina, sto per aprire, squilla il telefono … è l’urologo:

Guardi che ha lasciato sul mio tavolo la sua cartelletta con tutti i documenti: mi dia una bussatina che vengo fuori a darglieli”.

È stato gentilissimo, avrà intuito che sono entrato in uno stato SEMI_CONFUSIONALE!

Ritorno alla macchina e quindi a casa, arrivo insieme a mia moglie che informo, cercando di sdrammatizzare, poi mangiamo qualcosa, telefonano in tanti … vogliono tutti sapere …. Ma dai vi scriverò un altro raccontino come il precedente “Alea iacta est” per estorcervi ancora, anche se amaro, un sorriso.

Ad Majora

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