Nel tunnel dell’incontinenza

Mercoledì 3 Maggio 2017

È già passato un mese dall’intervento radicale alla prostata di Lunedì 3 Aprile 2017. Dimesso Venerdì 7 dopo 4 giorni di degenza ospedaliera, e rispedito a casa con tutto il fastidioso catetere, tre giorni d’inferno con un bruciore indescrivibile, appena a casa ho trangugiato una Tachipirina 1000 sperando in un po’ di sollievo. Nel giro di tre giorni penso di aver fatto fuori una scatola di Tachipirina. Mia moglie le ha riprese in farmacia ma le hanno dato la Tachipirina 500, ho ingurgitato anche queste (500 anziché 1000) ma non è la stessa cosa, mia moglie mi ha detto che dovevo prenderne due alla volta!.

Lunedì 10 di nuovo in clinica per togliere il catetere, alle ore 8:30 eravamo puntuali in Mater Domini. Sette lunghi, dolorosi giorni di catetere! Tornato a casa, libero da questo fardello per me insopportabile: un oggetto estraneo che la vescica tentava inutilmente di estromettere dalla sua sede. Avevo chiesto al mio urologo se era doloroso toglierlo: “non sentirà niente” mi aveva risposto, ed in effetti é stato così, poi mi ha aiutato a mettere il mio primo pannolone dicendomi: “quando fa la pipì può andare a casa”. Ma non penso avesse già girato l’angolo dell’ambulatorio che ho avuto la prima grande inondazione, tutta nel pannolone! L’arcangelo dei pannoloni mi ha dato un pannolone più comodo e capiente e con questo, dopo aver salutato il Dott. De Francesco, che è ritornato per un controllo, accompagnato dal solito zio Gigi sono pervenuto a casa. Il secondo pannolone, per la cronaca, è durato fino alle scale dell’entrata del mio condominio.

Siamo entrati così nel tunnel dell’incontinenza. Tutti mi dicono che passerà, ci vuole pazienza e rassegnazione. È un tunnel che brucia e sono due i bruciori: uno dovuto alla ferita interna, al riattacco dell’uretra allo sfintere vescicale, mi dicono che ci vorrà almeno un mese per la sua cicatrizzazione; l’altro dovuto all’inondazione del pene di pipì, è LUI l’organo più traumatizzato in tutta questa faccenda: si annichilisce, scompare e si nasconde nel prepuzio e non c’è verso di sortirlo fuori. E il bruciore si irradia per tutta la zona pelvica in un continuo stato di minzione incontenibile.

Unico sollievo la Tachipirina 1000, all’inizio ne prendevo una al giorno, anzi mezza, il Gigi mi aveva detto che ne basta mezza (ma farà parte del suo minimalismo risparmioso!). Poi leggo il bugiardino: nelle indicazioni c’è scritto che se ne possono prendere fino a 4 al giorno … e allora dai! TACHIPIRINA a gogò !

Continuo intanto le iniezioni di Eparina volte ad evitare eventuali trombi. Abbiamo coinvolto in questo la Rosalba che abita sul mio pianerottolo ed esercita la professione di infermiera e di assistente a malati con turni notturni. Quando glielo abbiamo chiesto ci ha risposto: “Cinque minuti, la sera verso le ore 19:00, penso di trovarli”. E così tutte le sere per 24 sere avremo questo impegno che cerco di allietare con battute ironico-sarcastiche-boccaccesche dovute al mio stato. Al suo arrivo l’apostrofo sempre: “Oh la mia carnefice!” e lei “Mi dia la sua pancia!” … “la pancia è mia e me la gestisco io!”… “ieri sera l’abbiamo fatta di là, oggi la facciamo di qua”… (Sì! Girati di qua fidati di me! Ma dai!). Mi hanno detto che potrei farmele da solo … ma non ho mai voluto imparare a fare le punture!… E così alternando un buco da una parte e un buco dall’altra della pancia porteremo a termine anche questo impegno che finirà il 5 Maggio (Ei fu siccome immobile!) … in morte di Napoleone! Ma dai!

E.. c’è anche il problema dei punti sulle cinque piccole ferite e del cerotto, l’unico rimasto sulla ferità più grande (3 cm) usata per l’estrazione fisica della prostata e per il drenaggio, ma il loro fastidio è minimo rispetto all’odiatissimo bruciore. Altro problema le piccole perdite ematiche, qualche piccolo grumo, e la pipì nel primo e ultimo getto che si colora di un rosino-rosa-pallido, o di un marroncino-sporco-tenue e quando questo avviene si acuisce il bruciore sia interno che esterno. Poi, piano piano, anche i punti si auto assorbono, restano delle crosticine e qualche traccia di filo che una sera estraggo divellendone qualcuna. Resta solo il cerotto, Rosalba me lo cambia la prima volta, “ma spurga ancora!” lo richiude con un suo cerotto nuovo, lo controlleremo ogni sera poi quando si forma la crosticina lo lasciamo scoperto (dopo tre cambi lo lasciamo scoperto e dopo qualche giorno spariscono anche le sue crosticine).

Giovedì 13 Aprile. Tento la prima sortita dal barbiere: ho capelli e barba lunghi. Oggi ritorna mio figlio Carlo con la sua Roberta da Bristol per festeggiare insieme la Pasqua, non voglio farmi trovare come un barbone.

Carlo è un po’ allarmato: “Ma quest’anno non festeggiamo la Pasqua?”. Madre e lo zio Gigi non hanno tanto voglia di festeggiare, (perché i veri soggetti che hanno subito l’intervento sono loro due!) “Quest’anno ognuno a casa propria” (Di solito la Pasqua si festeggia a casa dello zio Gigi)… Carlo si attacca al telefono e “in men che non si dica” organizza la Pasqua a casa nostra con lo zio Gigi, la zia Dodò, Monica (il suo Umberto farà la Pasqua con i suoi), Lucia, Andrea e noi tre. Bisogna fare un po’ di spesa, madre ha in frigo del “pescato: orate e branzini” venduto da “Noi del Tosi, (l’Associazione dove mia moglie presta il suo lavoro volontario (tutti i giorni da Lunedì a Venerdì dalla 9 alle 13), faremo un menù a base di pesce. Così farò qualcosa anch’io, altrimenti sembro un’anima in pena alternando le posizioni: sdraiato sul divano del mio studio, seduto al PC a chiappe alternate finché resisto, in piedi passeggiando e soprattutto al cesso per le minzioni indesiderate, la pulizia il cambio pannolone e l’aggiunta di fazzolettini , la crema fissan, il borotalco … la carta igienica … (Ho detto a mia moglie di guardare tra le inserzioni sul Corriere, se c’è in vendita qualche cartiera che la comperiamo. In vita mia non avevo mai consumato tanti fazzolettini clinex e tanta carta igienica e tanto borotalco).

Venerdì 14 ho scritto all’urologo dei miei problemi e mi ha consigliato di anticipare una urinocoltura per verificare che non ci siano delle infezioni o delle cistiti. Poi ci sentiamo per telefono, gli dico che ho notato alcuni miglioramenti … ci sentiamo dopo Pasqua.

Sabato 15 una giornata tutta in cucina a preparare la Pasqua, fa quasi tutto il Carlo (grigliata di peperoni, zucchine, melanzane, radicchio tardivo trevisano, indivia belga e preparazione della panna cotta (Ma dai la panna cotta, che non mi piace, per Pasqua!), io mi limito a preparare il pesce: pulirlo, squamarlo, condirlo, speziarlo e avvolgerlo in carta stagnola, già pronto per essere messo in forno il mattino dopo al ritorno da Messa.

Domenica 16, Pasqua, tutti a Messa, anche il Carlo che dopo un’adolescenza da chierichetto adesso ha una certa allergia al fumo di candela e all’incenso, poi lui impiatta l’antipasto e io curo il pesce nel forno, alle 12:30 arrivano gli ospiti e sarà anche quest’anno una bella Pasqua. Antipasto a base di verdure alla griglia: melanzane, zucchine, trevisana, indivia belga, cipolle all’agrodolce e un fagottino di culatello con ricotta di bufala che Carlo e Madre hanno procurato andando direttamente dal produttore ad Oleggio; orate e branzino in cartoccio con patate sabbiate; Ananas e frutta secca; panna cotta con savoiardi siciliani e dolcetti alla pasta di mandorla; caffè ed ammazzacaffè. Da bere vino bianco e prosecco. (Ma io li ho appena assaggiati, giusto per fare un brindisi!).

Lunedì 17 Pasquetta. Ce ne stiamo tranquilli a casa, mia sorella Lena ci aveva invitati a casa sua dove si ritrovano tutti i miei parenti. Ma affrontare un viaggio con i miei problemi di seduta è improponibile, e poi andare in giro coi pannoloni! Ma dai!

Martedì 18 riscrivo una mail al Dott. De Francesco informandolo dell’andamento dell’incontinenza, poi mi richiama al telefono, gli dico che assumendo la Tachipirina (in quantità industriale! 4 al giorno) sento meno bruciori.

Venerdì 21 esco per la prima volta a prendere il giornale, in questo periodo lo ha sempre fatto mia moglie, ma oggi ho voluto fare una prova: una seconda sortita. Riesco a tenerla per tutto il tempo: un vero successo.

Sabato 22, visto che la tachipirina fa effetto e contravvenendo alle raccomandazioni del Dr. De Francesco, mi faccio tentare dallo zio Gigi e … vado all’orto dove non sentendo bruciori mi do da fare forse esagerando un po’. Una vera imprudenza, la pagherò la sera e la notte con copiose perdite ematiche e conseguenti irresistibili bruciori. L’indomani mi dà fastidio anche il rotolone antispifferi che uso sulla sedia a mo’ di asse del water. Chiedo a mia moglie ma non abbiamo in cantina un asse del water dismesso un po’ di tempo fa?

Martedi 25 sera, verso le ore 22:30 riscrivo al Dott. De Francesco: “ho lasciato passare il ponte del 25 Aprile prima di informarla sull’andamento … Mi risponde la sera stessa ma io leggerò il mattino successivo: “Non si preoccupi va tutto bene, vada a fare al più presto una urinocultura”.

Mercoledì 26 ci risentiamo al telefono, gli dico che domani 27 andrò a fare la urinocoltura … mia moglie mi apostrofa: “Ma l’impegnativa il nostro medico di famiglia può farcela solo domani pomeriggio!” Richiamo De Francesco che mi rassicura: “Non si preoccupi venga domattina presto che le prescrivo io l’esame, tanto se lo fa col FASI non serve l’impegnativa del suo medico di base”.

Giovedì 27 alle 8:30, accompagnato dallo zio Gigi, sono in Mater Domini fuori dall’ambulatorio del Dr. De Francesco che mi vede, mi saluta, e poi gentilmente mi fa entrare per primo, mi prescrive l’analisi e mi visita: “Ci vedremo dopo i risultati, io li vedrò al computer e appena li vedo, se ci sono dei problemi la chiamo. Questo weekend mi assenterò per un convegno a Napoli, comunque per urgenze mi chiami pure sul cellulare”. Prendo un numero per la consegna delle urine, pago il ticket. “Le analisi saranno pronte per il 4 Maggio” l’impiegata della mater Domini gentilissima mi chiede se voglio vederle on line, mi da l’ID e la Password per la consultazione e facciamo ritorno a casa. La urinocultura, per fortuna, risulterà NEGATIVA, si allontana così anche il rischio di infezioni o di cistiti.

Sabato 29 – Invenzione della sedia “cessatoria”. Vengono a trovarmi a casa Umberto (cugino di mia moglie) e Mario (figlio di una cugina di mia moglie) che è architetto e ha un mobilificio a Busto. Ridiamo sulla seduta fatta sul cordolo paraspifferi e Mario dice che forse una sedia ad hoc ce l’ha lui in negozio. Mia moglie procura la sedia, recuperiamo l’asse dalla cantina e voilà nata la sedia cessatoria! Una sedia aperta, senza la seduta, su cui adagiamo l’asse così posso sedermi come sul water dove non ho problemi di “appoggio del peso sulla vescica”, con conseguente piccola minzione indesiderata. (D’altra parte così come il Papa “usava” la sedia gestatoria, io che sono Papa Rho Primo, userò la sedia cessatoria! Ma dai!)

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La sedia cessatoria

Interverrà poi lo zio Gigi per fissarla con tre viti in modo che l’asse non si muova. Potremmo esporla alla prossima Esposizione Universale! Ma dai!

Domenica 30 vado a Messa … e per stare seduto mi siedo su due sedie (una chiappa su una sedia e una chiappa sull’altra lasciando lo spazio fra le due sedie in modo da non interessare la vescica con il peso del corpo, qualcuno mi guarda di sbieco … e allora?

E siamo a Maggio, ci sono dei significativi miglioramenti: la notte riesco a dormire (questa notte ho dormito dalle ore 23:00 alle ore 6:00, forse anche grazie alla pastiglia di Cistalgan che mi ha prescritto il Dott. De Francesco), vado a prendere il giornale e fare qualche piccola commissione resistendo tutto il periodo (ma non sempre, qualche volta mentre apro la porta di casa scatta l’impulso a farla e non ci sono santi che la tengano); se sto sdraiato riesco ad attenuare i bruciori; ho ripreso a sedermi su sedie normali, si è attenuato il peso del corpo sulla vescica (ma non sempre, certe volte basta un movimento e voilà scappa una piccola minzione indesiderata); la posizione meno resistente resta quella in piedi soprattutto quando sono in casa e la toilette è a portata di mano. Insomma non ci siamo ancora! Decido di scrivere queste note, grazie ai miglioramenti osservati e al Cistagan, Mercoledì 3 sono andato ancora all’orto, però … senza esagerare, ma questa è un’altra storia. Si vedrà!

Insomma non siamo ancora fuori dal Tunnel ma si intravede in lontananza qualche spiraglio di luce!

Alla prossima e … con la speranza che l’incontinenza sia finita.

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