Intervento

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Il giorno del ricovero -Da sinistra: Carlo, zia Dodò, zio Gigi, il malato, Roberta e Ilaria

La scoperta

Dopo una visita di controllo l’urologo mi dice che la prostata si è ingrossata e i valori del PSA sono un po’ alti (5,4). “Io andrei a fare una Biopsia”; ed io “e.. vada!” … “non io, Lei dovrebbe fare una biopsia così vediamo se è una cosa benigna o ci dobbiamo attivare”. Così vado a fare la Biopsia e tutti mi dicono: “sii positivo, sii positivo” … e così sono risultato positivo … in tre minuscoli nucleoli di 1,3 mm sono state trovate delle cellule tumorali con Score di Gleason 3+4 (7), tumore con rischio intermedio. La vache! L’urologo mi spiega quali sono le alternative: “intervento radicale o radioterapia” illustrandomi per entrambi le terapie le possibili complicazioni. “Io che sono un chirurgo le consiglierei l’intervento, che oggi, qui da noi alla Humanitas Mater Domini viene eseguito in laparoscopia con il Robot Da Vinci. In quattro o cinque giorni si leva il pensiero”. Veramente, ribatto incacchiato, ci sarebbe una terza soluzione; NON FARE NIENTE!

L’incredulità e la mediazione

Non ci volevo credere, ma no, avranno sbagliato, poi mi tuffo su Internet a scoprire tutto su questo “ignoto male” alla ricerca di soluzioni alternative. Ho raccontato altrove delle mie ricerche inutili e delle “soluzioni miracolistiche” trovate:

· Il cancro si cura con mezzo litro di acqua tutte le mattine e la spremuta di due limoni con dentro un cucchiaino di bicarbonato! (in un ambiente alcalino non si sviluppano cellule tumorali)

· Il cancro si cura con l’olio di cannabis in sedici giorni di cura sparisce qualsiasi tumore!

· Il cancro si cura…

· Il cancro si cura…

Il cancro non si cura bisogna asportare l’organo malato o bruciare i tessuti cancerogeni con la radioterapia.

Coinvolgiamo i parenti medici e persone che hanno già subito questo intervento e … sedicenti “esperti tuttologi” e anche qui non vi dico il bailamme di risposte:

· Questo tumore non s’ha da operare, assolutamente radioterapia, avrei operato solo se il paziente avesse avuto meno di 50 anni!..

· Operare assolutamente e subito, non domani ma oggi stesso, prima lo fai e meglio è

· Ma se non volevi FARE NIENTE non dovevi neanche fare la biopsia che potrebbe scatenare le metastasi!

· Zio ti faccio operare io da un mio amico urologo al San Donato, ho già prenotato una risonanza magnetica, tu intanto fai una TAC … (che prenoto all’Humanitas per il 5 di Aprile).

Poi trovo su internet un’altra alternativa (EUREKA!) che prevede l’utilizzo degli ultrasuoni, meno invasivi e con la possibilità di intervento successivo. Mi gaso, ritrovo il mio buon umore, ne parlo col mio urologo: “è una minchiata” non ci sono dati di riferimento e ormai non lo fa quasi più nessuno”. PECCATO mi era sembrata la soluzione!

La rassegnazione

Alla fine decido per l’intervento consigliato dal mio urologo Dr De Francesco che mi sembra una persona saggia e assennata. Firmo per accettazione la proposta di intervento , programmiamo subito il pre-ricovero e fissiamo la data dell’intervento 3 Aprile con ricovero il 2 Aprile ore 11 per la preparazione.

Siamo nel tunnel

Domenica 2 Aprile – Giorno -1

L’appuntamento con lo zio Gigi, che mi accompagna in clinica, è alle 10:30, alle 10:00 suona il citofono, sarà già lui! Ma no è mio figlio Carlo proveniente da Bristol, ha preso un volo questa mattina presto insieme alla Roberta, e vuole accompagnarmi anche lui insieme allo zio. Che bella sorpresa! Così alle 10:30 in punto partiamo e alle 11:00 siamo in Mater Domini. Come da indicazioni prendiamo l’ascensore in zona blu e saliamo al 4 piano e alla reception: “Buon giorno! Abbiamo prenotato una suite!” Sì, signore, la sua suite è la numero 11. Entriamo in un’ampia cameretta con un solo lettino ben attrezzato per la degenza con due appendi flebo, marchingegni per il sollevamento e l’abbassamento del letto e il posizionamento dell’ammalato, due tavolinetti mobili per servire il cibo a letto, un armadio a due ante con stender appendiabiti, cassetti per riporre gli effetti personali, in ogni anta una cassaforte aperta con le istruzioni per il suo funzionamento, un tavolino con due sedie e un bel divano (si vede che è una camera strutturata per ospitare due degenti e magari nel divano letto un ospite), appendini da muro per i visitatori, un bel televisore. Ci chiedono i documenti (carta d’identità), misurano la pressione (140/80) e la temperatura (36). Vengono in visita il Dott. Pietro Bono, che ha fatto la biopsia, ha bisogno della fotocopia di un documento della mia cartella clinica. Poi è la volta del mio urologo il Dott. De Francesco: “allora ci rivediamo domani mattina, la sveglieranno alle 7:30, la porteranno giù al piano -2 e dopo le operazioni preparatorie per l’anestesia totale cominceremo l’operazione verso le ore 8:00. Calcoli un paio d’ore o tre comunque non sarà su in camera prima di mezzogiorno”. Mi mettono un braccialetto di carta plastificata col mio numero in codici a barra, una simpatica ragazza viene a chiedermi cosa preferisco mangiare per il pranzo (Dal menù a la carte scelgo spaghetti al pomodoro e carne bianca alla griglia con verdura cotta … e una bottiglia di Barolo ’64 … no guardi abbiamo solo le bollicine … e allora acqua minerale gassata.

Carlo intanto “in men che non si dica” predispone una postazione “tecnologicamente avanzata”: il suo Ipod con la mia posta, il mio Facebook e il mio Skype, c’è una wireless potentissima ci vengono assegnati ID e Password, per le telefonate userai il tuo vecchio telefonino, l’IPHON è rimasto, per cautela (?!?), a casa.

Lo zio Gigi accende anche il televisore: “Ehi ma hai anche SKY”. Mi spiega subito come utilizzare i due telecomandi: sulla gamma 200,201,202,… trovi lo sport; sulla gamma 300, 301, 302, … trovi i films.

Con l’altro telecomando hai la televisione digitale, ma ce l’hai anche su SKY senza però canale 5 e il 4 di Mediaset sulla gamma 5000.

Con SKYPE chiamiamo a casa madre e le facciamo vedere la stanza, chissà che non si decida a farmi visita, purtroppo lei soffre di emafobia (paura del sangue) e non ama tutto ciò che è ospedaliero (speriamo non le capiti mai niente!).

Alle 12:30 portano il “prandium”: RIGATONI al sugo di pomodoro (peccato sappia di burro), ma vedo una bustina con dell’olio e un’altra col grana padano e un’altra ancora col sale, lo chef interviene versa tutto l’olio, tutto il grana e un pizzico di sale e i rigatoni diventano gustosi al suo palato! Whauuu! Per secondo scaloppine di petto di pollo alla piastra con contorno di zucchine lesse (al burro? Ma c’è un’altra bustina con un mix di olio e aceto che versiamo sulle zucchine con un pizzico di sale: zucchine allo scapece!) il tutto accompagnato da un panino due bustine di grissini e tre mandarini! Pranzo ricco e abbondante per la truppa! Come si diceva a militare.

Consumato il pasto riesco a mandar via prima lo zio Gigi “vai, dai! sono qui come un principe!” e poi mio figlio: “C’è tua madre che ti aspetta per il pranzo … “ poi sistemo gli effetti personali nei cassetti dell’armadio, riassetto il tavolino e leggo il Corriere arrivato con il pranzo.

Altra visita, due fanciulle per la misura della pressione (ma l’ho misurata appena arrivato!) Non importa riproviamo (140/80) e la Temperatura (36).

Ritorna Carlo che a casa ha scaricato anche Whatsapp web per utilizzare sul suo Mac il mio Whatsapp: “così hai proprio tutto come a casa”.

Segue il controllo e completamento depilazione che abbiamo eseguito a casa ma non in forma adeguata alla bisogna soprattutto nelle parti intime e sulle cosce che devono essere modellate a mò di pantaloncino.

Due “angioli depilatori” due ragazze giovani con tanta grazia impugnano il rasoio elettrico (la macchinetta del barbiere) e con tanta grazia e delicatezza procedono al completamento della depilazione.

Arrivano la Roberta (la ragazza di Carlo) e sua sorella Ilaria entrambe carinissime, chiacchieriamo un po’ poi con Carlo vanno a cercare un caffè (oggi è Domenica ed è tutto chiuso), lo troveranno alle macchinette automatiche del pronto Soccorso al piano -2.

Arrivano altre due infermiere, una impugna in mano due bottigliette munite di beccuccio: “Dobbiamo fare il clistere, ne facciamo due così si pulisce bene, finché ce la fa a tenere bene quando non ce la fa più molli pure, mi portano direttamente al cesso, mi mettono a 90° e mi iniettano il liquido dei due flaconi. Il clistere ovviamente ha un effetto immediato, almeno uno dei flaconi, penso, venga giù esattamente come entrato, mi scarico completamente e poi mi do una lavata anche per rimuovere un po’ di peli rimasti sul corpo dalla depilazione.

Quando esco dal bagno ci sono seduti sul divano lo zio Gigi e la zia Dodò (sua moglie) che mi aspettano da un po’. Tornano, poi, anche Carlo Roberta e Ilaria e facciamo un po’ di salotto. Ci colleghiamo anche con Francesca, mia figlia, che abita in Iowa, per assistere alle acrobazie di mio nipote Sebastian di 8 mesi che tenta di gattonare. Chiamiamo anche Madre a casa per rassicurarla che tutto procede bene.

Alle 19:00 lo zio Gigi e la zia Dodò ci lasciano, seguite a breve anche da Roberta e da Ilaria, resta a farmi compagnia Carlo.

Riceviamo una telefonata da mio nipote Panto (il medico, che tanto ha insistito per un’operazione immediata). Telefona anche Daniele, il mio consuocero, Lui e Idelba vorrebbero venire a trovarmi domani, gli altri giorni non possono, anche lei esercita la professione medica come medico di base a Brugherio.

Arriva anche la cena, questa sera … solo un BRODINO! Cui aggiungiamo un po’ d’olio (la solita bustina) e del grana padano.

Poi riesco a mandar via anche Carlo, sono le 19:45, Madre sarà in pensiero, ti aspetta per la cena e lo sai che lei vuole mangiare presto altrimenti non digerisce!

Arriva un’infermiera con la pastiglia per la protezione dello stomaco, che prendo subito. Un’inserviente porta via il vassoio della cena. Tento un po’ di lettura del Libro “Aristotele” di Roberto Radice distribuito con il Corriere al prezzo di un Euro. L’ho preso anche perché Roberto che è bustocco viaggiava con me sui treni delle Nord e ogni tanto facevamo qualche dotta chiacchierata. Ma rinuncio presto, non sono abbastanza concentrato per letture di questo spessore. Provo a cercare qualcosa da vedere in televisione ma desisto presto, non mi interessa proprio niente. Riguardo Facebook e la posta elettronica con l’IPAD che mi ha lasciato Carlo. Alla fine stanco di questa intensa giornata -1 decido di andare a letto, faccio come il Principe di Condé che prima della grande battaglia si fece una gran dormita. Sono stato ben informato: domani è il fatidico giorno dell’intervento previsto per le ore 7:30, inizieranno verso le ore 8:00 e termineranno verso le 10:30 poi starò in attesa di rianimazione e per le ore 12:00 sarò di nuovo in camera.

E fu sera e fu mattina fine del giorno -1. Domani è un altro giorno si vedrà .. all’opera il famoso robottino Da Vinci.

Lunedì 4 Aprile 2017 – Giorno 0 (zero)

Alle 6:20 mi sveglia una simpaticissima infermiera, ha portato due camici e un copricapo verdi. “Il primo camice, quello più grande, lo indossa con l’apertura dietro, il secondo, è una mantellina, lo indossa con l’apertura davanti, indossi questo copricapo e si faccia trovare pronto per le ore 7:10, verranno a prenderla!” Twin peacs!!!

Esegue un prelievo di sangue, misura la pressione e la temperatura. “Mi hanno detto di portare queste calze antitrombo” … “Le prendo io e le troverà nella sala della preparazione all’intervento. Mi raccomando puntuale alle 7:10!… “OBBEDISCO”!

Alle 6:40 mi alzo vado in bagno a lavare i denti, armeggio per infilare il primo camice, è bello grande, mi contiene tutto, annodo i legacci, infilo il secondo, metto la cuffia, mi guardo allo specchio, sono proprio ridicolo (sono capitato in un sit comedy like Grace anatomy) alle 7:00 sono pronto … non so esprimere cosa mi passa per la testa: ma cosa stai facendo? Ma sei proprio sicuro? Non hai capito che non esiste alternativa? Questa per i medici cui ti sei rivolto è la soluzione! È il minore dei mali! VIA TUTTO! Non aspettarti certo rose e fiori … ci sarà da soffrire! Pazienza!

Vengono a prendermi alle ore 7:20 in punto, mi sdraiano su un carrello, mi portano verso gli ascensori, attraversiamo labirinti di corridoi e finalmente un grande montacarichi ci porta al piano -2 dove sono ubicate le sale operatorie. L’inserimento in sala avviene da una grande finestra, si apre una specie di lama gigante, dall’altra parte viene azionato un giaciglio di legno, o di plastica, non so!, il carrello viene sollevato alla sua altezza, sono traslocato sul giaciglio che viene riportato automaticamente dall’altra parte e da qui rimesso su un altro carrello pronto per la preparazione. Portato in un quadrilatero con tende gialle che vengono chiuse su due lati, mi accoglie un’infermiera che mi tranquillizza “non abbia paura, adesso infiliamo tre piccoli aghi, due in vena sui due polsi e uno in arteria, primo ago nel polso sinistro:ha sentito dolore? (non tanto!), secondo ago, nel polso destro: ha sentito dolore? (non tanto!), adesso infiliamo quello in arteria sul polso sinistro, mi tasta e ritasta, poi individuata l’arteria infila l’ago …. E, PORCA PUTTANA! Ho cannato il buco! Non si preoccupi … dobbiamo rifare, estrae l’ago, tampona con della garza che tiene premuto con entrambi le mani … conviene aspettare l’anestesista (il Dott.Nello con cui ho fatto una lunga chiacchierata durante il pre-ricovero, se vuole farlo arrabbiare gli dica che è di Pisa, lui è di Livorno)… l’anestesista arriva, ma non è il Nello, che è impegnato in un altro intervento, è una donna! Ma io avevo raccontato a Nello della mia paura e dei miei dolori atroci al risveglio! E adesso? “Non si preoccupi i nostri protocolli antidolore non le faranno sentire niente!” L’infermiera del buco: “Facciamo una piccola preanestesia per rifare il buco nell’arteria! Poi mi fanno preanestesia, buco nell’arteria e anestesia e mi portano in sala operatoria dove vedo in tutto il suo fulgore il Robottino, c’è scritto a grosse lettere “DA VINCI”, mi rassereno, anzi mi addormento.

Per tutta la notte ho solo dormicchiato con un pensiero molesto: e se fosse tutta una messa in scena, il robottino, la laparoscopia, e se invece hanno preparato tutto per un intervento tradizionale a cielo aperto? Domattina appena mi sveglio devo telefonare a mia moglie: “va che ieri mi hanno chiesto il tuo numero di cellulare, se dovessero chiederti per qualsiasi motivo di operare a cielo aperto … NON AUTORIZZARE!” Ma poi una volta sveglio ho desistito da questo insano proposito e mi sono affidato nelle mani dell’equipe del Dott. Taverna assistito dal mio Urologo, Dott. De Francesco.

Comunque l’immagine del robottino, una delle ultime memorizzate, mi ha risollevato non poco da questo incubo che mi perseguitava!

Tutte queste storie di malasanità che sentiamo alla televisione sono molto nocive dal punto di vista psicologico … hanno contaminato anche me che mi ritengo una persona razionale. Forse aveva ragione lo scrittore latino Tacito (Quando succedono certe nefandezze bisognerebbe nasconderle e metterci sopra una grossa pietra: “in super crate” per evitare il diffondersi dei miasmi e le contaminazioni).

Il risveglio

In sala operatoria si odono solo le mie urla: “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’…

“FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’…

“FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… un urlo disperato ripetuto fino ad avere le fauci secche.

Ma è solo una sensazione! Non può fare la pipì … ha su il catetere!

SARA’ quello che dite voi … ma “FATEMI FARE LA PIPI’… “FATEMI FARE LA PIPI’… RIFATEMI l’ANESTESIA e … “FATEMI FARE LA PIPI’…

Adesso la portiamo di sopra e le mettono le flebo con gli antidolorifici e poi sentirà meno dolori.

Sopra, fuori dalla mia camera c’è lo zio Gigi … DIGLIELO TU di FARMI FARE LA PIPI’ non ce la faccio più!

Mi mettono le flebo con antibiotici e antidolorifici ma il dolore lancinante durerà per circa un’ora scandito dal mio ritornello: “FATEMI FARE LA PIPI’…

Sarà un giorno di dolore, anche se sempre più attenuato man mano che gli antidolorifici fanno il loro effetto analgesico.

Oggi niente mangiare, sarò nutrito con le flebo.

Nel primo pomeriggio arrivano le prime visite, a parte la presenza costante di Carlo e di Zio Gigi che penso siano spaventati quanto me.

Arrivano i miei consuoceri IDELBA e Daniele, lei è medico di base a Brugherio e lui che è un Ingegnere in pensione le fa da segretario in ambulatorio.

“Dai che ormai è fatta!“ MA IO DEVO FARE la pipì!”… Antò, quando hai su un catetere, non puoi fare la pipì che defluisce da sola dalla vescica alla borsa che è qui appesa a fianco del tuo letto …”.

Guardo la borsa e realizzo finalmente questa VERITA’… che ho infilato un tubicino nel pisello che va fino alla vescica!

“… ma questo per la vescica è un oggetto estraneo e vorrebbe espellerlo, e allora ecco il tuo dolore dovuto anche alle ferite che hai, 4 buchini di qualche millimetro e uno di 3 cm con il drenaggio, in più hai questa farfalla sul dorso della mano, per inserire le flebo. DEVI avere PAZIENZA!”.

Realizzo che ho un anche una ferita più grande per il DRENAGGIO (che parolaccia): Il drenaggio in chirurgia indica la tecnica per far defluire i liquidi prodotti dalle ferite! Twin Peacs!.

Ritorna Carlo che si alterna con lo zio Gigi per garantirmi una copertura costante di presenza per gli eventuali bisogni.

Il giorno zero è comunque il peggiore. Dovrebbero però trovare delle soluzioni, per esempio:

– Passare dall’anestesia al sonno finché non è cessato il dolore lancinante.

– Un’APP per il telefonino che monitorizzi l’intensità del dolore, applicando degli elettrodi come si fa per il cardiogramma, che trasmettono gli impulsi del dolore via wireless all’APP del telefonino che rielabora ed espone un grafico dove sono evidenziati tutti i dolori con colori diversi e la loro intensità … in modo che si possa intervenire in tempo reale … un po’ di analgesico qua … un po’ di antidolorifico là … lo dico a Carlo che a Bristol realizza chip wireless: “con tua cugina Monica, che fa l’anestesista realizzate un progetto … vi danno il premio Nobel in Medicina … o quantomeno il plauso di tutti i pazienti traumatizzati dal dolore”.

Arriva per una visita anche tutta l’Equipe medica (Dott. Taverna, Dott. De Francesco, Dott. Bono …) vaneggio con loro del mio progetto M0G0 (Momento 0 Giorno 0)… mi guardano tutti perplessi (Sta ancora vaneggiando)… e invece dico loro che il mio corpo è ancora sotto gli effetti anestetici ma la mia mente GALOPPA … GALOPPA … alla ricerca di una soluzione.

INSOMMA non è così semplice, non è proprio una passeggiata … e ci mancava anche questo CORDONE infilato nel pisello! Ma dai! E un catetere wireless a quando? Bisognerà aspettare il teletrasporto!.

Martedì 4 Aprile 2017 – Giorno 1

Questa notte ho dormito, le massicce dosi di antidolorifico, analgesico, tachipirinico, hanno sortito il loro effetto. Ma allora vedi che la soluzione ci sarebbe già, dico a mio figlio, che è già li quando mi sveglio. Non potevano mettermi in una condizione di dormienza fino a stamattina così non sentivo tutto quel dolore e non subivo una seconda traumatizzazione post intervento (la prima quando mi hanno tolto la cistifellea!). Tu comunque pensa ad una soluzione … parlane con tua cugina Monica!

Arriva tutta l’equipe medica, tutte le mattine alle 7:20, fanno il giro tutti insieme, poi ritornano alla spicciolata verso mezzogiorno e alla sera verso le ore 19:00 (Un bel ritmo di lavoro: DODICI ore al giorno!)

Scambio il Dott. Taverna per l’anestesista Dott. Nello gli dico che non mi ha assistito come promesso nel nostro colloquio pre-intervento (Sì , Sì tentenna la testa del Dott. De Francesco: .. vaneggia … vaneggia … vaneggia ancora …. In questi giorni ha visto troppi medici). Quando va via me ne accorgo e mi riprometto di chiedere scusa.

Oggi può già mangiare! Sentenzia il Dott. Taverna, può ordinare quello che vuole aggiunge il Dott. De Francesco, ma senza esagerare!

Arriva quindi l’Angelo della colazione (Fabiola): Cosa le possiamo portare questa mattina? Un Caffè e una brioche vuota!

Arrivano gli angeli della pulizia intima: “Sollevi il culetto … mi mettono sotto una vaschetta, lavano le parti intime, mi asciugano, puliscono le zone incerottate (5 cerotti), cambiano il pantaloncino in Tessuto-non-tessuto (un fatt’apposta per il catetere) con una bella patta che si chiude con i nastrini in velcro. Sono bravissime i due angioli della pulizia intima (Barbara e Valentina(?)… simpaticissime … cerco di ricambiare con un baciamano!

Il dolore non è scomparso, ma non è così lacerante come al momento zero del giorno zero.

Arriva anche l’Angelo della pressione (140 / 80) e l’angelo della temperatura (36,2). PERFETTO!

Sono nel tunnel

Sono nel tunnel! Ma non ci sono più i tunnel di una volta, completamente bui e senza la possibilità di intravedere la luce, adesso i tunnel sono illuminati e soprattutto pieni di ANGIOLI!

Nella mia stanza è un continuo alternarsi di personale medico, infermieristico, e di servizio, tutti gentilissimi e simpaticissimi, cerco anch’io, come sempre, d attivare un feeling con loro, non so quanto ci riesca, con alcuni di più con altri di meno (ma nelle mie condizioni vengo giustificato di tutto): il Dott. De Francesco mi dice: “Di tutto quello che sentiamo nei primi due giorni dai nostri pazienti, dimentichiamo anzi rimuoviamo tutto”. Ho trovato qui comunque un mondo di persone motivate, entusiaste del loro lavoro, efficienti ed efficaci e soprattutto un MONDO di BUONI! (forse … tranne uno!).

Iniziano poi le visite parenti, amici e conoscenti: fa piacere, quando sofferenti, vedere un viso amico, una persona che si è ricordato di te, che viene a trovarti per alleviare il tuo dolore.

Arrivano Roberta, suo Papà e sua Mamma (Luciano e Mirella, miei futuri CONSUOCERI, quando Carlo e Roberta decideranno cosa fare da grandi!), CARINISSIMI!

Quando si va a visitare qualcuno, bisogna lasciare sempre fuori dalla porta tutte le NEGATIVITA’, le esperienze traumatiche, quelle di amici e conoscenti, racconti del terrore dell’ amico rimasto sotto i ferri di quell’altro colpito da un trombo quindici giorni dopo l’intervento, di quell’altro che han dovuto aprire e chiudere perché non c’era più niente da fare …. “Siate solo positivi, fate al visitato una bella iniezione di ottimismo, fatelo ridere se ci riuscite, dategli una carezza, siate delicati con lui che ha solo bisogno di un massaggio dell’anima!”

Arriva l’angelo del pranzo: “Cosa vogliamo mangiare oggi? Abbiamo riso in bianco, pasta al sugo o in bianco, carne ai ferri, insalata e frutta cotta”. Scelgo riso in bianco (ma senza burro mi raccomando!), carne ai ferri, insalata e mela cotta.

Poi quando portano il cibo mi preparano il letto, tirano su la parte superiore per mettermi quasi seduto, infilano il carrello porta vivande sotto il mio naso e mi servono quanto ordinato. Condisco il riso con la solita bustina d’olio d’oliva (buono!) e la bustina di grana padano (ottimo!), l’insalata con il mix di olio e aceto (delizioso ed equilibrato!), un po’ di sale. Poi trangugio lentamente il tutto con una fame da lupo!

Approfitto della postazione supertecnologica per controllare i post di Facebook, i messaggi di posta e di Whatsapp, poi chiedo a mio figlio di farmi un video mentre faccio finta di fare alcuni esercizi di Tai Chi da inviare al gruppo dei cugini e al gruppo del Primo turno della palestra Pro Patria Bustese Sportiva.

Satollo mi sdraio e cerco di dormire ma non c’è verso, le visite si avvicendano ininterrottamente e alla sera ripassa tutta l’equipe dei medici. “Mi faccia vedere questa pancia!” Mi tocca l’addome con le dita “Mi sembra un po’ gonfio questo addome. Cos’ha ordinato per cena?” … Pasta al sugo … “Niente pasta al sugo … stasera PASTINA in brodo(CATTIVISSIMO!). Infatti la sera arriverà solo un piatto di pastina in brodo e nient’altro! La trangugio famelico e poi cerco di dormire. E fu sera e fu mattina. Domani è un altro giorno si vedrà!

Mercoledì 5 Aprile – Giorno 2

Carlo è qui presto, oggi alle ore 12 ha un volo per tornare a Bristol insieme a Roberta … Povero! È venuto senza prendere ferie, infatti ha continuato a lavorare in remoto col suo ufficio utilizzando il suo Mac e la wireless della clinica e poi anche a casa mi ha detto moglie che ha continuato a lavorare. Ieri sera l’ho chiamato per dirgli che il telefonino mi ha piantato … ho esaurito il credito TIM! Ma se io ho un abbonamento con la 3? “Eh caro mio sei andato in roaming con TIM che ti ha cuccato tutto il credito residuo”. Oggi quando tornerà a casa ripristinerà il mio IPHON (per cautela lo avevamo lasciato a casa spostando la SIM sul vecchio telefonino NOKIA … ma qui ci sono le casseforti!)

Anche oggi nel tunnel i soliti giri di valzer: colazione, prelievi, pressione, temperatura, (pulizia ?)…, “ No quella oggi la fa da solo le lasciamo due belle spugnette, poi va in bagno … così si abitua a pulirsi da solo” … e cambi e ricambi delle flebo.

A proposito di flebo, questa notte sono stato quasi sempre sveglio e dolorante, e non ho visto ricambi continui di antidolorifici, antibiotici,… Un mio pensiero cattivo: il primario ieri sera oltre a prescrivermi una pastina in brodo deve aver suggerito di “farmi soffrire un po’” (Boccaccia mia statti zitta! Che a pensar male si fa peccato … anche se spesso ci si azzecca!).

Quando passa al mattino con tutta l’equipe medica gli riferisco che non ho dormito e che i dolori sono aumentati … lui mi ritocca l’addome: “Bene … bene siamo migliorati” Poi dopo un po’ arrivano flebo e antidolorifici, una tachipirina 1000 per via orale, che mi farà star bene (benino!) per tutta la giornata. (Ma allora non è proprio così CATTIVO come ho mal-pensato! Ricordati che il medico pietoso fa la piaga verminosa!

Nel pomeriggio arriva Gigi con l’IPHON lo colleghiamo alla wireless, lo proviamo, funziona tutto: Skype, Facebook, Whatsapp, la posta elettronica, Messenger … Whouuuu! E tutto su un unico dispositivo.

Da Carlo arrivano messaggi: “Imbarcati,… atterrati,… siamo a casa”.

Si alternano altre visite e soprattutto mi sfogo col mio IPHON, rispondo a tutti i gruppi su Whatsapp: Cugini, Parafulmini, Primo turno Palestra, Quelli che vengono una volta all’anno … invio il video con alcuni esercizi di Thai Chi fatti nel letto (spero non lo veda la Mary, la nostra istruttrice, altrimenti mi scomunica). Rispondo e commento tutti i post di FACEBOOK, rispondo a qualche messaggio di posta. Poi mi stanco e cerco di riposare.

Quando viene il Dott. De Francesco che vorrebbe dimettermi già domani, gli chiedo: “Ma mi manda a casa con il catetere? … “Si perché cosa c’è di male, imparerà a gestirsi e poi Lunedì lo togliamo” … “Ma se mia moglie vede tutto questo ambaradan mi sviene seduta stante. Dobbiamo trovare una soluzione!” Chiamo mia moglie al telefono le confesso le intenzioni dell’Urologo, poi glielo passo al telefonino. “Signora non si preoccupi glielo mando a casa con una sacca attaccata alla gamba, lei non vedrà niente” Comunque si accordano per un altro giorno di permanenza in clinica. Mi dimetteranno Venerdì mattino dopo aver mangiato.

E fu sera e fu mattino … fine del Giorno 2, Domani è un altro giorno si vedrà

Giovedì 6 Aprile – Giorno 3

Potevano già dimettermi oggi e invece abbiamo rimandato a domani. Nulla di nuovo da segnalare tranne che durante il giorno cerco, man mano che arrivano, di conoscere i miei angeli, do loro un mio bigliettino da visita e se qualcuna ha tempo cerco di spiegare la pagina iniziale del mio sito Webcultura. A tutte scrivo dietro il bigliettino: il sito web cultura lo potete vedere solo con INTERNET EXPLORER attivando dal MENU’ Strumenti l’opzione VISUALIZZAZIONE COMPATIBILITA’… poi ritrascrivo sul mio quadernino degli appunti i loro nomi (ma forse ne manca qualcuno).

L ‘Angelo della pastiglia per proteggere lo stomaco – L’Angelo VALENTINA

L’Angelo del cambio sacca “DEVE bere di più!, mi raccomando” – L’Angelo Laura (la filosofa)

L’Angelo della Colazione – L’Angelo Fabiola

L’Angelo del pranzo – L’Angelo Giulia

Gli Angioli che misurano la pressione e la temperatura – (che sbadato!non ho preso i loro nomi!)

L’Angelo della cucina – L’angelo Giuseppina

L’Angelo delle DIMISSIONI – L’Angelo Dott.ssa Sara l’urologa incontrata al prericovero

L’Angelo Monia

L’arcangelo del Pannolone

L’Angelo Rosita

Non so se ci sono tutti gli Angioli e non di tutte son riuscito a memorizzare il ruolo.

Poi ci sono i Cherubini e i Serafini, i Troni e le Dominazioni dell’Equipe Medica di Urologia:

Taverna Dr Gianluigi, Bono Dr Pietro, Bozzini Dr Giorgio, De Francesco Dott. Oliviero, Mandressi Dott. Alberto, Martinengo Dott. Carlo, Melegari Dott.ssa Sara e Seveso Dr. Mauro.

Ringrazio tutti sentitamente per l’impegno profuso a rendere quanto meno doloroso possibile questa mia permanenza nella clinica Humanitas Mater Domini di Castellanza (VA).
Mi sarebbe piaciuto entrare in empatia con loro, ma ho capito che hanno poco tempo, che sono troppo impegnati, comunque a tutti. VIVISSIMI COMPLIMENTI!

Venerdì 7 Aprile – Giorno 4

Il giorno delle dimissioni

La Dott. Sara mi porta la lettera di dimissione. Il Dott. De Francesco mi aiuta a mettere la sacca per il catetere mi spiega come allacciarlo alla gamba, mi aiuta … E dopo aver consumato l’ultimo pasto, con lo zio Gigi ritorno a casa dove mi tratterrò fino a Lunedì 10 Aprile (il tunnel del catetere). Alle ore 8:30 siamo nel salottino, Saluto gli angeli che mi capitano a tiro, arriva il Dott De Francesco che estrae il catetere (e..senza nessun dolore! BRAVO!) … appena avrà fatto la pipì può tornare a casa. Ci vuole poco … e devo già correre in bagno … una cascata inonda il primo pannolone … ne mettiamo un secondo … Informiamo De Francesco dell’evento, viene a salutarci e torniamo a casa.

Domani è un altro giorno si vedrà! Perché ormai siamo entrati in altri tunnel: quello del catetere, quello senza catetere e con i pannoloni … e chi vivrà vedrà! Perché i tunnel non finiscono mai.

Ad majora!

 

Il video del mio esercizio di Thai Chi  il giorno dopo l’operazione il 4 Aprile 2017 alle ore 16:30… per estorcervi un sorriso.

Un sentito ringraziamento a tutti i visitatori:

· I miei consuoceri Idelba e Daniele

· Roberta, Ilaria con Papà e Mamma

· La zia Mary Long – Marilena

· Anna e la sua Mamma

· Fratel Mario e Lino del PIME

· Umberto e Mario

· Floriana e Luisella

· Sergio e Laura

· Gaetano

· Liviana ed Ercolino

Un grazie a tutti quelli che hanno telefonato, inviato messaggi di posta elettronica, commentato post di Whatsapp e di Facebook. Li ringrazierò personalmente dopo, con calma, con le specifiche APP o richiamandoli al telefono. Sarebbe un elenco troppo lungo mi limito a citare le mie Sorelle, Cognati e Cognate, i miei nipoti e le mie nipoti (e sono tanti: 27), Gli amici della Palestra dei turni con Rino, Antonella e Mary, della Compagnia Teatrale i Parafulmini, dell’Associazione Noi del Tosi, Dell’Associazione “Amici Asilo Sant’Anna”, dell’Associazione ADEAT, dell’Associazione ’55, Dell’associazione Amici del PIME, i Padri Missionari del Pime Padre Giancarlo e Padre Dionisio, Mons. Livetti, Ai miei allievi e alle mie allieve, ai miei amici di Garlenda: Maristella, Roberto, Francesca e zia Lella, alle mie preziosissime suore Marcellina, Floriana, che ho sentito sempre presenti con le loro preghiere.

Un sentito ringraziamento a mio figlio Carlo per la premurosa assistenza, allo zio Gigi e alla zia Dodò sempre presenti e disponibilissimi, a mia figlia Francesca, suo marito Davide il nipotino Sebastian che hanno seguito dall’Iowa il nonno in questa avventura.

Un grazie a quelli che ho dimenticato, ma in questi frangenti ritenetemi giustificato.

Antonio

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Chef
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