Vacanza a Livigno – Giovedì 18 Agosto 2011
Oggi gita in macchina, vogliamo fare il passo del Gavia. È dal 1969 che non faccio quel passo, me lo ricordo come un incubo, ero andato con Franco Espen e la sua 1500 Fiat, che poi diventerà la mia prima macchina, sotto un temporale impossibile, su strada battuta, poco più di una mulattiera, e senza alcuna protezione lungo gli argini, con alcuni tratti che rasentavano gli strapiombi che caratterizzano quel passo; adesso mi dice il Gigi è migliorata e completamente asfaltata. Speriamo!
Il percorso
Sveglia come al solito alle ore otto, stavo sognando, ero alle prese con un progetto assicurativo per le Generali Assicurazioni volto ad eliminare le clausole vessatorie dai contratti con l’accorgimento di accorpamenti dei rischi e di loro combinazioni per pagar il meno possibile in caso di danni … praticamente un incubo inestricabile. Colazione come al solito, poi il Gigi e la Daniela vanno a prendere il giornale, il pane e gli affettati mentre io disbrigo le mie “devozioni” mattutine (pediluvio, barba, testiluvio, dopobarba, deodorante …) poi alle nove e quindici si parte. Prima tappa Edolo passando dal Foscagno, da Tirana e dall’ Aprica (che Dio la benedica!).
Rivediamo, passando, la Colonia dove avevamo accompagnato per due anni mio figlio Carlo … han costruito tantissimo anche qui … ci fermiamo ad Edolo per una sosta idraulica e per un caffè al Jolly Bar nella piazza principale.
Il Jolly Bar ad Edolo Il centro di Edolo
Piccolo giro per il centro passando per il Municipio e lungo il fiume Oglio che attraversa Edolo, il letto del fiume lungo la strada è completamente lastricato per attutire i rumori e far defluire l’acqua senza problemi anche in caso di piene.
Il Ponte sul fiume Oglio (due turisti curiosi aspettano che passi il cadavere del nemico)
Da Edolo prendiamo la statale 42 per il Passo del Tonale fino a Ponte di Legno, poi viriamo a sinistra per il passo del Gavia. All’inizio sembra proprio che la strada sia più larga e ben attrezzata ma dopo i primi tornanti troviamo i cartelli “Restringimento strada senza guard rails e protezioni” … almeno, però, è tutta asfaltata!
La strada verso il Passo
Ma ben presto dopo le prime salite i tornanti diventano ripidissimi e la strada si restringe parecchio con la valle sotto quasi a strapiombo, ci passano a malapena due macchine, meglio non guardare giù … Marisa ha le gambe che tremano, Daniela continua a frenare anche se non è lei alla guida … suona … attento … arriva una macchina … non stare troppo a destra … fermati alla prima rientranza no … si sono fermati loro … un incubo che tocca il culmine quando incrociamo due camper, la macchina che ci precede al segno di avanzare da parte del primo camper … indietreggia per creare lo spazio e farli passare e noi dietro proprio sul ciglio della strada a strapiombo sul dirupo … pian pianino … tirando dentro gli specchietti retrovisori, (anche i nostri), inerpicandosi un po’ sulla loro destra e passandoci a qualche centimetro di distanza i due camper riescono a passare … dietro si sentono recite di rosari e di litanie, e l’odore acre del sangue raggrumato nelle tasche delle due fanciulle oranti …. Ma questo pirla davanti è proprio imbastito! Non poteva lasciarli fermare e passare anziché mettersi e metterci in una situazione al limite? … le donne alla fine ringraziano il Padreterno per lo scampato pericolo e si riparte, ci fermiamo per fare una foto al fondovalle .. così lasciamo allontanarsi l’imbastito, incapace e pericoloso poi ripartiamo ma lo ritroviamo fermo in una piazzola … meno male!
Il passo e i suoi tornanti
Alla fine arriviamo al passo, uno spettacolo meraviglioso, si può osservare da qui quasi tutto il gruppo del Brenta, l’Adamello, e l’Ortles-Cevedale. Breve sosta idraulica al ristorante del passo (Rifugio Bonetta) poi saliamo sulla cima dove c’è la Madonnina dei Ciclisti, facciamo una foto, ci godiamo il panorama impareggiabile del laghetto sottostante da cu trae origine il torrente Gavia, un affluente dell’Adda, che da il nome alla Val di Gavia.
Il bar ristorante Rifugio Bonetta con i tre dell’Ave Maria
Al passo siamo a 2621 m sul livello del mare, a sinistra il Monte Gavia (3223 m), in lontananza sulla destra il Cevedale (3370 m), la cima Venezia (3386 m), il Gran Zebrù (3859 m) e dietro maestoso l’Ortles (3899 m).
La Madonnina del Gavia La Madonnina dei Ciclisti
Ci fermiamo per una foto al rifugio Berni per ammirare il monumento sormontato da un’aquila, che ricorda il Berni caduto in guerra, ed una piccola chiesetta che fa bella mostra di se.
Monumento al Berni caduto in Guerra
La chiesetta Il laghetto da cui nasce il Torrente Gavia
Riprendiamo poi il cammino, la strada in discesa è decisamente meglio, ben asfaltata e ci passano comodamente 2 macchine, poi cominciano i tornanti che ci porteranno fino a Santa Caterina in Valfurva , piccolo paesino, frazione di Valfurva che è il comune più grosso della zona, speriamo non lo abbiano eliminato dalla lista dei comuni (una recente disposizione legislativa prevedeva l’eliminazione di alcune province e l’accorpamento di comuni al di sotto dei 3000 abitanti, poi non se n’è saputo più niente, come al solito una disposizione insabbiata nel limo melmoso delle secche burocratiche. Prima di Santa Caterina ci dovrebbe essere un parcheggio attrezzato per il nostro picnic, ma non lo vediamo, ci fermiamo un po’ oltre proprio di fronte al ghiacciaio del Gran Zebrù che possiamo osservare col binocolo (questa volta non l’ho dimenticato), in alto è sormontato da una gran croce che si intravede nonostante la cima sia avvolta in una candida nuvoletta.
La cima del Gran Zebrù
Consumato il picnic, scendiamo fino a Bormio, troviamo un silos dove parcheggiare la macchina e poi una breve passeggiata in via Roma a guardare le belle vetrine, il bar del Braulio, la chiesa con la torre, una breve sosta idraulica al bar a la Torre dove possiamo usufruire della toilette del Re (tween peacks!) un giro nel centro di Bormio e poi di nuovo in macchina per il viaggio di ritorno.
Bormio Chiesa Bormio bar a la Torre
Mi sarebbe piaciuto rivedere il Baitone dove alla fine deli anni ’60 venivo con Maristella, Roberto e con la Betty e il Michele piccolini e l’inseparabile zia mary Long (la zia Marilena). Gigi rimette il Tom Tom che si ostina ad invitarci a fare una inversione ad U, ma Gigi continua imperterrito verso la Val di Dentro …
La Torre Albergo San Lorenzo
La Piscina Termale e in fondo il Baitone
ed eccolo qui … il Baitone con la piscina di Bormio di fronte e le terme e gli impianti di risalita a Bormio 2000, dove avevamo fatto il primo picnic con Franco Espen e la zia Marilena che aveva portato un formaggino svizzero e uno yogurt … che ricordi!
Veduta panoramica di Bormio e Bormio 2000
Rifacciamo la Val di Dentro, un nuvolone minaccioso si erge sui monti sopra Livigno, troveremo l’acqua, e invece no, a parte qualche goccia sul passo del Foscagno, che, adesso, dopo le esperienze dello Stelvio e del Gavia non ci fa più una piega, anche se si erge a 2200 m sul livello del mare. Scendiamo a Livigno, si potrebbe andare a prendere qualcosa per domani, giorno di partenza, ma da Milano la Cucci ci dice che un caldo afoso, 35° caratterizzerà il clima dei prossimi giorni … lo zio Gigi ci fa un pensierino “Se la Cinzia, la padrona di casa, ci dice che c’è posto ci fermiamo ancora per una settimana” … e così Daniela e Gigi una volta a casa, vanno dalla Cinzia e confermano la loro permanenza fino a Mercoledì prossimo … Noi invece partiremo domattina, bisogna andare alla cooperativa a prendere lo zucchero, l’alcool, i dadi, così ci avvantaggiamo per domattina per partire di buon’ora, andremo a prendere dei formaggi alla Latteria di Livigno … ma adesso, dulcis in fundo è bene andare a prendersi un dolcetto in pasticceria per festeggiare la nostra ultima sera a Livigno …. “Ti prenderò un bel pezzo di Sacher Torte”… “prendi anche qualche bisciòla da portare a casa”. Per cena questa sera: fusilli al pesto, frutta e dolci poi ultima partita a scala a 40 e quindi a nanna, domani mattina presto si rientra a Busto Arsizio. (per viverci felici e contenti!). FINE

Carissimo amico,ti stimo e ti seguo alle Colazioni,ai Pic-Nic- a Pranti e Cene,ma non ti seguirei
sapendoti cosi spericolato fino alla Croce sulla Cima del Gran Zebrù.
Bellissimo teleracconto sull`ultima volta di Vacanze a LivignoTotu