Visita guidata di Tuscania – Sabato 1 Ottobre 2011

Visita guidata di TuscaniaSabato 1 ottobre 2011

Faremo una passeggiata per le vie di Tuscania e verso le ore 17 ci aspetta il Pullman per il ritorno a Bolsena.

(Vedi foto in questo sito oppure Immagini su Google o ancora in questa Galleria, leggi la sua storia oppure guarda un video con un Documentario Fotografico, un bel sito Vivi Tuscania e anche la Pro Loco Tuscania)

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Stupende le mura merlate e le torri con sole due porte: Porta di Poggio Fiorentino e porta di San Marco o Mentascide.

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In cammino lungo i rioni lungo i muri merlati verso il giardino pubblico, portali caratteristici con piante di gelsomino, in primavera è un effluvio indicibile dei sensi; nei giardini a parco pubblico, queste case, abitazioni private, possono godere di un giardino pubblico, da qui si gode un panorama indescrivibile e degli scorci incommensurabili.

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Arriviamo ad un anfiteatro con vista sui due castelli e le chiese, dove facciamo una foto di gruppo.

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Le rovine erano la sede comunale, del Rivellino.

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Il colle del Rivellino

Sullo sfondo la Torre e la copertura di Santa Maria Maggiore, la Torre e la chiesa di San Pietro entrambi in stile preromanico e romanico e la chiesa di San Giacomo, l’attuale Cattedrale ricostruita dopo il terremoto. In fondo i Monti Cimini col Monte Cimino (1053 m) e Palenzana, Poggio Nibio (896 m), Monte Venere (851 m), Lago di Vico;

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bella la fontana( a quattro cannelli) in Piazza bastioni, fontana prospettica a fianco della chiesa;

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Sarcofagi come arredo pubblico nella piazza col Teatro del Rivellino;

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Il Comune e il Teatro del Rivellino

In piazza una minibanda ci accoglie a suon di musica; andiamo verso San Pietro; il teatro è stato ricostruito dove c’era il vecchio e doveva essere inaugurato proprio la sera del terremoto, la colonna che vedete era quella della gogna, vicino c’era la torre civica con una grande campana che crollò il pomeriggio del terremoto. La gente notava che i piccioni abbandonavano la torre. C’era anche un’altra porta non ricostruita.

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Chiesa di San Leonardo, bifore romane in arco a tutto sesto, c’è un leone, chi riesce a capire dove guarda ci va e trova un tesoro.

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   Chiesa di San leonardo                              La Guida e Giovanni, verso San Pietro

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La cattedrale dalla casa baronale                       La casa baronale vista di fronte

Il palazzo baronale di costruzione duecentesca è uno dei pochi esempi rimasti a Tuscania di quel modo tutto medievale di costruire case sopra le vie pubbliche. Costruita in pietra di tufo con portali e porte ogivali, è ornata da cinque eleganti finestre bifore, di cui quattro sulla facciata. Tutti gli elementi decorativi sono scolpiti nella più dura pietra di nenfro.

Il palazzetto baronale, ospitò anche dei capitani di Ventura:fra questi Angelo Broglio da Lavello detto il Tartaglia è signore di Toscanella (il nome di Tuscania di quei tempi) per sette anni (dal 1414 al 1421).

La vallata vista dal palazzo baronale è stupenda, arriviamo alla fontana delle sette cannelle che sfrutta ancora un acquedotto etrusco.

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Stiamo attraversando un diverticolo della Via Clodia

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Resti della via Clodia

Dai Quartieri ai Terzieri: le mura prima rinchiudevano anche San Pietro e Santa Maria Maggiore e la città era divisa in quartieri, dopo il terremoto il colle San Pietro è fuori le mura e la città è divisa in terzieri.

Chiesa di San Pietro

(vedi video e anche Lo stravolgimento dell’Orientamento del culto , La chiesa di San Pietro su Canino.info con video dell’interno e interessante raccolta fotografica); interessante anche questo Blog per i riferimenti a film girati nella chiesa e questa Galleria fotografica, questo filmato di Luigi Manfredi sul Rosone e l’esterno.

Come tutte le chiese antiche edificato su un tempio pagano romano a sua volta costruito su un tempio etrusco.

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Il palazzo a sinistra della chiesa era il Palazzo vescovile in tufo vulcanico, in stile romanico addolcito con bifore goticheggianti, a destra le Torri di difesa. La chiesa nasce in stile Preromanico, prima dell’anno 1000 (nel 777) Carlo Magno regala questa zona al Papa, dopo il 1000 inizia il romanico (misto di rozzezza e genialità inventiva) in queste due chiese trovate la summa di tutte le conoscenze architettoniche del Romanico; gli architetti coinvolsero la popolazione per cercare e trovare reperti ;il portale è elegante ma sobrio,in stile cosmatesco; sul frontone, sotto il rosone, una serie di colonne ed una galleria di arcadelle ceche delimitate da due grifi; Il Rosone (cadde per il terremoto) ricomposto e ricollocato ha un significato preciso(Il cerchio, dimensione divina, nel quadrato, dimensione umana);

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                           Il frontale                                                            Il portale centrale

Nei quattro angoli del rosone possiamo vedere i quattro evangelisti. Il rosone , simbolo per la sua circolarità di Dio nell’universo è costituito da tre cerchi concentrici ed è fiancheggiato da altorilievi con draghi alati che inseguono la preda.

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A destra e a sinistra, sotto le bifore, è possibile vedere due immagini che raffigurano il BENE e il MALE.

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                              Il Male                                                                  Il Bene

Il regno del BENE e della salvezza è rappresentato dalla figura di Altlante che sostiene simbolicamente la Chiesa, raffiguarata attraverso una ricca vegetazione di intrecci floreali circolari, alternativamente grandi entro cui sono l’Agnus Dei, due Angeli e i quattro Padri della Chiesa.
Il regno del MALE è reso da una figura di demone a tre facce e con un serpente tra le braccia, dalle bocche delle due facce laterali del demone si sviluppano verso l’alto rami con foglie, fiori e frutti diversi che racchiudono figura di arpie e sirene; in alto i girali di vegetazione culminano entro le bocche laterali di un altro demone a tre facce.

Uomo del medioevo = 2 condizioni: bene o Male (salvarsi o perdersi)

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         Interno navata di destra                              Pavimento cosmatesco

Navata centrale

L’interno della chiesa è diviso in tre navate: quella centrale, in cui spicca un pavimento cosmatesco a decorazioni geometriche che indica gli spazi della prima costruzione, risulta separata dalle altre attraverso un basso muro in cui sono ricavati dei sedili in pietra. Nella navata di destra un ciborio risalente al XIII secolo e l’ingresso principale alla cripta. Nella navata di sinistra l’ingresso secondario alla cripta sovrastato da un nicchione affrescato e diversi sarcofagi etruschi. Il presbiterio rialzato ospita un ciborio (risalente all’XI secolo, vi è una iscrizione del 1093), seggio vescovile (San Pietro fu Cattedrale di Tuscania sino al XV secolo), ambone di epoca romanica costruito utilizzando elementi alto medievali. Il tetto è a capriate lignee.

Il pavimento cosmatesco termina perché la chiesa è stata allungata; notate le colonne basse con arcate a ruota che fanno navigare la nave della chiesa nell’universo. L’arco dentato sta a significare le torture eterne per la morte del peccato; Anticripta e Cripta, spazio sacro per eccellenza, qui venivano custodite le cose più sacre.

La cripta a sala è ritmata da ventotto colonne (quasi tutte di reimpiego: di provenienza da edifici romani o alto medievali) che sostengono la copertura ripartita in piccole volte a crociera. Anche parte delle murature sono romane in mattonelle reticolate ( opus reticolatum). La sua datazione dovrebbe risalire al XII secolo. Sono giunti sino a noi una Madonna in Trono fra Angeli, dipinto dell’absidiola d’altare, e un affresco risalente al XIV secolo che rappresenta i Santi Protettori di Tuscania – Veriano, Secondiano e Marcelliano – attribuito a Gregorio d’Arezzo.

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                                          Cripta                                             I santi Protettori

Diverse volte la basilica è servita come scenografia naturale per la produzione cinematografica: nel 1966, il regista Mario Monicelli decise di ambientare nella chiesa una scena del suo celebre film L’armata Brancaleone; altri film: Otello di e con Orson Welles, Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini (1966) con Totò e Ninetto Davoli , Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli (1968), Francesco di Liliana Cavani (1989) come anche la scena finale del film Lady Hawke di Richard Donner (1985) anche se qualcuno dubita di questo ultimo utilizzo.

Lasciando la chiesa passiamo davanti a ai resti delle Terme Romane di Tuscania abbandonate

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Resti delle Terme Romane

Dovreste leggere il libro di Kenn Follet– I pilastri della terra, in cui si racconta della costruzione di una nuova cattedrale di stile gotico.

 

Santa Maria Maggiore

(Su canino.info una bella presentazione con Video e Galleria fotografica)

Insieme alla Basilica di San Pietro la chiesa di Santa Maria Maggiore è un bellissimo esempio dell’ architettura romanica in Italia. E’ stata anche la prima cattedrale di Tuscania e l’unica , per antico privilegio, ad avere un fonte battesimale ad immersione con vasca che ancora oggi è ben conservato. Costruita su un tempio romano, e sulle terme romane intorno all’VIII – IX secolo.

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                                        Il Torrione                                                     Santa Maria Maggiore

La facciata del 1200 con tre portali, richiama quella di San Pietro con uno splendido rosone e una loggetta sottostante

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Il Rosone

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           Il portale centrale                             Lunetta del Portale centrale

Il portale centrale, fortemente strambato, con 8 colonne anulate, Leoni e grifi, nel primo capitello la fuga in Egitto, poi San Pietro e San Paolo ,la Madonna in trono con mantello e bulla (verginità di Maria); Agnus dei, Abramo e Isacco.

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Interno navate centrale

Pianta basilicale, a tre navate con presbitero leggermente rialzato; Il Giudizio Universale è collocato insolitamente sopra il catino absidale: Il Cristo è inserito in una mandorla, gli Apostoli ai fianchi, lingue di fuoco, dannati alla sinistra con grande demone, i demoni umani acciuffano le anime e le mettono nella testa del grande demone che le rifà, e sotto le sue gambe un grande drago che le aspetta per divorarle; a destra i santi (eccessivo ordine fumettistico) i risorti. Giudizio universale estremamente interessante da approfondire.

Affreschi: Maria, figura di Cristo alla colonna, Madonna e Bambino, Trinità

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Altare con affreschi e ciborio

Fonte battesimale per immersione, ottagonale.

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Fonte battesimale ottagonale

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            Ambone                                                               Ciborio

Ciborio, all’interno sono rappresentati gli Evangelisti, sulle vele l’ Annunciazione con il Bambino e lo Spirito Santo che va a Maria (questa rappresentazione doveva essere evitata (non in linea con il concilio di Toledo, la questione del “filioque”)

Ritornati sul pullman la guida ci ricorda di non mancare la visita alla basilica di Santa Cristina a Bolsena (e la storia della sua Passio: una Santa Cristina che viene gettata nel lago di Bolsena con una macina al collo che anziché portarla al fondo la salva (sorretta dagli angeli), subisce anche il taglio dei capelli, taglio dei seni etc etc. poi ci parla di due argomento interessanti:

La donna nel mondo etrusco

(vedi anche: la donna e il mondo etrusco, Il ruolo della donna etrusca su Wikipedia)


La donna (da http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Etruschi/societa.html#8 )

Merita un cenno la condizione sociale della donna che, a differenza del mondo latino e greco, godeva di una maggiore considerazione e libertà: se per i latini la donna doveva essere lanifica et domiseda, cioè seduta in casa a filare la lana, e su cui, nelle età più antiche, il pater familias (il capofamiglia) aveva il diritto di morte qualora fosse stata sorpresa a bere del vino, per gli Etruschi ella poteva partecipare persino ai banchetti conviviali, sdraiata sulla stessa kline (letto) del suo uomo, o assistere ai giochi sportivi ed agli spettacoli. Questo era scandaloso per i Romani che non esitarono a bollare questa eguaglianza come indice di licenziosità e scarsa moralità da parte delle donne etrusche: addirittura dire “etrusca” era sinonimo di “prostituta”. Ma la condizione sociale della donna nella civiltà etrusca era veramente unica nel panorama del mondo mediterraneo, e forse ciò derivava dalla diversa stirpe dei popoli, pre indoeuropei gli etruschi, indoeuropei latini e greci.

La donna poteva trasmettere il proprio cognome ai figli, soprattutto nelle classi più elevate della società. Nelle epigrafi talvolta il nome (oggi diremmo il cognome) della donna appare preceduto da un prenome (il nome personale), segno del desiderio di mostrarne l’individualità all’interno del gruppo familiare a differenza dei Romani che ne ricordavano solo il nome della gens, della stirpe. Tra i nomi propri di donna più frequenti troviamo Ati, Culni, Fasti, Larthia, Ramtha, Tanaquilla, Veilia, Velia, Velka, i cui nomi appaiono incisi sul vasellame migliore di casa od accanto alle pitture funerarie.

La guida:

Rispetto ad altri popoli come romani e greci aveva parità di diritti cogli uomini, stava a banchetto cogli uomini (romani e greci ammettevano a banchetto solo donne prostitute); Secondo autori greci tutte erano di facili costumi, nascevano tanti bambini ma non si sapeva chi fosse il padre. La donna etrusca faceva cose che ancora oggi le donne non riescono a fare per effetto dei condizionamenti maschilisti: si curava gli occhi, si depilava, si colorava i capelli, usavano il fard per le guance. La civiltà etrusca era piuttosto avanzata

Etruschi e religione

(religione etrusca su canino.info con scheda specifiche per gli Dei etruschi)

(La Religione su http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Etruschi/religione.html .Sullo stesso spazio un ricco trattato:

Gli Etruschi http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Etruschi/Etruschi-indice.html )

Da Dizionario Religioni
Religione etrusca

Alla base della religione etrusca stava l’idea fondamentale che la natura dipendesse strettamente dalla divinità. Ne conseguiva che ogni fenomeno naturale era espressione della volontà divina; o meglio, un segnale che la divinità stessa inviava all’uomo il quale, a sua volta, doveva fare del tutto per capirlo, scoprirne il significato e adeguarsi ad esso. Comportarsi cioè secondo il volere divino. Tutto il resto era coerente con questi principi, a cominciare dalla stessa concezione della divinità. Questa era essenzialmente misteriosa e coincideva con forze che stavano sopra la natura. In pratica, si trattava di esseri soprannaturali, vaghi ed incerti nel numero; almeno alle origini: giacché su una tale concezione primitiva si innestò ad un certo punto e in parte si sovrappose l’influenza di altre religioni e soprattutto di quella greca.
Il processo di assimilazione delle divinità etrusche agli dei dell’Olimpo greco iniziò nel corso del VII secolo a.C. e giunse a compimento nel successivo secolo VI quando è definitivamente documentata una serie di corrispondenze precise.
Così Tin o Tinia appare assimilato a Zeus, (Giove); Turan ad Afrodite, (Venere); Turms a Hermes (Mercurio); Fufluns a Dionisio (Bacco); Sethlans a Efesto (Vulcano); Uni a Hera (Giunone); Menerva ad Athena Minerva); Maris ad Ares (Marte); Nethuns a Poseidon (Nettuno).

Alcuni degli Dei del pantheon etrusco (vedi gli altri in canino.info)

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Aplu Fufluns Menerva Tinia Hercle Laran Culsans Selvans Turms  Nethuns

Un ruolo particolare spettava ad Auruspici e Auguri, per le interpretazioni e le previsioni; gli etruschi credevano ad ciclo di vita 70 anni 10 volte 7, ogni sette anni si chiudeva una fase importante da osservare con molta attenzione , se si superavano i 70 anni si restava orfani degli dei

Montefiascone

Guarda le immagini di Montefiascone, poi se Giovanni ci manda quella che sembra sia riuscito a scattare dopo duecento tentativi per via degli alberi, la pubblicheremo.

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Sulla sinistra potete osservare Montefiascone, borgo medievale, bellissima rocca, e l’imponente cupola di Santa Margherita , simbolo della città con la chiesa di San Flaviano.

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Il vino Est Est Est di Montefiascono (da wikipedia)

Attorno all’anno 1111 Giovanni Deuc detto Defuk, un principe prussiano amante del buon vino, incaricò il fedele servo Martino di cercare per lui il migliore. Martino partì per questa ricerca e per far capire al suo padrone che era stato in quel paese e che vi si trovava del buon vino, scriveva sulla porta della locanda Est! Che stava per c’è. Defuk, passando per i paesi visitati dal servo, si fermava dove trovava la scritta. Martino arrivato a Montefiascone rimase talmente colpito da questo vino da scrivere Est! Est!! Est!!! Quando Defuk assaggiò quel vino non poté più smettere di gustarlo così che il troppo bere lo portò alla morte. Il principe prussiano venne sepolto nelle basilica di San Flaviano, dove ancora oggi si trova la sua tomba, e prima di morire espresse il desiderio che ogni anno nella ricorrenza della sua morte venisse versato del vino sulla sua tomba. Da questa vicenda nasce il Corteo Storico falisco e viene tratta la manifestazione “Fiera del Vino”, che si svolge ogni anno nel mese di agosto..

Accompagniamo la guida a Viterbo, poi ritorniamo a Bolsena, la ritroveremo domattina per la visita a Viterbo.

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      Panorama di Orvieto dal Pullman                 Panorama di Bolsena (la Rocca)

Arriviamo in tempo per la Santa messa in Santa Cristina una fugace visita a Bolsena prima e dopo cena vedi, su questo stesso Blog, il racconto Bolsena (da soli).

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2 risposte a Visita guidata di Tuscania – Sabato 1 Ottobre 2011

  1. Pingback: Newsletter webcultura nr 10 – Ottobre 2011 | Antonio Paparo

  2. Sono capitata per caso a visitare il suo blog, le devo fare i miei complimenti per la documentazione sia storica che fotografica sia per la visita di Tuscania, Tarquinia e
    Viterbo. Ho letto attentamente tutto ok, eccetto piccole inesattezze che solo una guida
    turistica di Viterbo e provincia non può non cogliere. E’ stato un vero piacere, lei fa una bella pubblicità alla mia zona e si vede che è un appassionato di viaggi e dell’arte.
    Non conosco la guida che avevate perchè siamo quasi 200 ed io sono una delle prime.
    Qualora vorrete ritornare in provincia di Viterbo, mi farebbe piacere accompagnarvi per
    una visita guidata, cordiali saluti

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