Sabato 13 Agosto–Vacanza a Livigno

Sabato 13 Agosto 2011 – Vacanza a Livigno

Oggi si risale su al Carosello 3000 per fare il sentiero alto che porta al Rifugio Costaccia, sveglia ore 7:45, colazione poi mentre il Gigi e la Daniela vanno a prendere il giornale e il pane (sedici ciabattine, dodici per il picnic e 4 per stasera) facciamo toilette e al loro ritorno si parte, sono le ore 9:40.

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Il nostro percorso in giallo fino al Costaccia e poi in rosso fino al Calcheira

Siamo gli unici avventori alla stazione della cabinovia per la salita al Carosello 3000, la cassiera sbaglia il conto (35 “euri”), ma lo zio Gigi sempre “atèntu” … ma l’altra volta abbiam pagato 25 euri …. O mi scusi, ho sbagliato a battere! Sono solo 28 … Il viaggio questa volta ci sembra più veloce, in un baleno siamo alla stazione intermedia, forse perché siamo lì a ridere perché la cassiera ha sbagliato a battere! E lo zio Gigi ci ha provato a farsi fare un ulteriore sconto di 3 euro Ih ih ih ih, e poi subito eccoci alla stazione di destinazione, mancano pochi minuti alle dieci, sul grande piazzale non c’è nessuno, una montagna tutta per noi, il tempo è bellissimo, all’inizio tre poderose salite sulle prime tre creste da cui si gode un panorama mozzafiato, si stagliano tutte le montagne intorno a noi con lo sfondo di un cielo terso, tranne che a Nord-Est, la nostra direzione di marcia, coperto da un leggero nuvolame … Guarda giù la Val Federia … guarda la strada che dovevamo fare noi! Và la malga federia e l’agriturismo … tutto meravigliosamente deserto …

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“Io – Me” … al Carosello 3000                                 Rifugio Carosello 3000

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                  La prima salita                                              La prima discesa

Intanto comincia la terza impegnativa salita, sul terzo picco, il più alto, compare in tutta la sua maestà lo spettacolo incommensurabile di tute le montagne intorno a Livignoe giù la città distesa come un lungo serpentone, a est si staglia il massiccio dello Stelvio quasi tutto innevato, a sud-est il gruppo dell’ Ortles e del Cevedale a Ovest il Massiccio del Bernina, a Nord l’Alp Trupchundai dammi il binocolo che diamo un’occhiata!

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Il Bernina sullo sfondo

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      Trio MGD con lo sfondo del Bernina                  Trio AMD con lo sfondo del Bernina

Gigi ricorda tutte le sue passeggiate soprattutto quella fatta al Passo Trupchun che da qui si vede perfettamente, inquadriamo col binocolo il pezzo di sentiero a strapiombo che corre sulla montagna franata … ecco, guarda, proprio li ho rischiato di scivolare, che paura, quella volta …

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            Passo del Trupchun                                    Passo del Trupchun e strapiombo

Poi comincia la discesa larga come un’autostrada e lungo tutto il percorso cartelli segnaletici danno indicazioni sulla flora e la fauna montana con una scheda descrittiva in italiano e inglese (la faina, il falco, l’aquila … la rosa canina, i rododendri le azalèe ….) come impliciti inviti a fermarsi a meditare sulla natura, sulla fauna e la flora montana, tra una scarpinata e l’altra; Gigi e Daniela si fermano a leggere, anche forse per aspettarci … loro sono un po’ più allenati , mentre noi, più lentamente, procediamo sempre a zig zag sia in salita che in discesa. Fantastici gli impianti di risalita (Cabinovie (3), seggiovie e skilift con piste da sci incantevoli, da sballo, di tutti i colori (nere, blu, rosse, verdi, per bambini) … Ma queste potrei farmele anch’io! (Mah! Chissà se ricordo ancora come si fa a sciare … ho smesso da quella volta che mi son fatto male al ginocchio sulle piste di Savognin, erano venuti a trovarci Luisella, Marco e la Raffaella con i quali avevo imparato sulle piste di Splugen insieme a mia figlia Francesca ancora ragazzina.) Immersi in questi “ricordosi” pensieri arriviamo al Rifugio Costaccia, con la vana speranza di riprendere l’altra cabinovia, per scendere comodamente a valle …

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            Al rifugio Costaccia                                            Il rifugio Costaccia

Gigi insiste per proseguire a piedi fino al Ponte Calcheira, le discese sono veramente ripide, procediamo sempre a zig zag e per quanto possibile fuori pista, cioè sull’erba, piuttosto che sulla strada di sassi più dura e sdrucciolevole. Al bivio per Rin da Rin, Gigi ci prova … Perché non torniamo sul sentiero a mezza costa verso Rin da Rin e scendiamo fino a casa a piedi? … ma ti te sé mat! ‘ndem giò a ciapà ‘l bus! … e poi, dov’è sta panca con le sedie per fermarci e consumare il prandium? … Ma lui non sente, procede indefesso, noi tre non sentiamo più i piedi, Marisa ha una fiacca sotto l’alluce destro, la zia Dodò è stremata anche Lei, sono le 13:30, e fa caldo, e siamo esausti, alla fine a furia di “redarguirlo, implorarlo, supplicarlo” l’abbiamo preso per stress e si è fermato dietro una baita …. Nei pressi della prima fermata della cabinovia Tagliede

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  Cabinovia Tagliede – Stazione primo tratto               Cavalla e cavallino al pascolo

Ma non è meglio di qua che ci sono degli scalini comodissimi? Ci spostiamo sui gradoni della baita e consumiamo il primo panino e la prima birra, ma il sole è troppo cocente, ci ri – spostiamo all’ombra dietro la baita dove ci sono dei tronchi che utilizziamo a mo’ di sgabello, fagocitiamo altri due panini a testa con il cotto ed il crudo e finiamo la birra … e poi un riposino? No, bisogna riprendere il cammino e farsi l’ultimo pezzo fino alla fermata del bus … la Marisa dice: ma oggi non raccogliamo neanche un fungo? E così compaiono lungo il sentiero, come evocati da cotanta domanda, prati di laricini che cominciamo a raccogliere nel sacco dello zio Gigi. Gli ultimi venti minuti di strada sono impossibili, siamo proprio stremati …. Ma cosa aspetti che stramazzo al suolo? E’ la domanda cattiva che ogni tanto rivolgo allo zio Gigi. … Ma dai che siamo arrivati, la fermata è qui dietro l’angolo … resisti, dai che ce la fai. E così arriviamo alla nostra fermata, prendiamo il nostro bus (linea azzurra) che ci riporta a casa … sono le 15,45, un occhiata al contapassi … abbiamo percorso 11,2 Km … Whouuuuu!

È necessario un riposino per riprendersi da cotanta fatica, mi sono addormentato subito, un sonno pesante … da sognare: un Signorotto di Livigno aveva mandato la sua carrozza trainata da cavalli che era ferma, proprio li all’entrata del Residence Gardenia,

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Il Residence Gardenia

dovevo recarmi da Lui per sistemargli il Personal Computer che non riusciva più a connettersi con Internet … il “brumista” è sceso per aiutarmi a salire in carrozza … mi apre la portiera …. Mi fa accomodare … chiude la portiera … con un leggero rumore … apro gli occhi … è li davanti a me mia moglie che ride come una matta … russavi come un orso in letargo … Mi alzo per scrivere queste mie memorie … ma non dovevi andare dal barbiere? Guarda che son già le cinque del pomeriggio, il barbiere mica aspetta te ! … Così mi son vestito, sono andato alla fermata del bus “Placheda” vicino alla chiesa di San Rocco dove ho visto un’insegna “Parrucchiere per uomo e donna” … è vero che mi fa la barba? Chiedo ad una bella parrucchiera che gentilmente mi saluta … No guardi, noi non facciamo barbe, ma se prosegue avanti un dieci minuti verso il centro … dopo quell’albergo là … vicino a quel negozio li … quando prende la discesa … trova il KAISER che è un barbiere!

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                  Piazza Placheda                                                    Chiesa di San Rocco

Ringrazio e vado alla ricerca del KAISER, cammino per 10 minuti poi ancora per 5 … ma non ricordo né il nome dell’albergo né quello del negozio e … del KAISER neanche l’ombra ; entro in una degustazione di vini, assaggio un “Valtellina Superiore” con uno stuzzichino, (7 euro), poi il somellier molto gentilmente mi spiega di proseguire ancora per un po’ verso il centro e troverò una traversa sulla destra con un cartello … Infatti è così, c’è una traversa più avanti con all’angolo una bella freccia “BARBIERE TOSATORE” , entro e chiedo se mi fa la barba … se ha pazienza e può aspettare, c’è il Signore che sto servendo e quest’altro signore che però deve fare solo lo shampo … Il Signore che sta servendo deve fare proprio tutto, servizio completo (barba, capelli e shampo e meno male che non c’è il servizio di manicure, pedicure e culicure) ma poi alla fine dopo circa un’ora è servito. Tocca al Signore dello shampo che è un bel tipo chiacchieroso, vede un bel libro su una mensola … ma quel libro è di mio nipote, che fa l’editore! … Ma davvero? Mi interesserebbe trovare l’altro volume …. Le darò l’indirizzo e il numero di telefono, può contattarlo, gli dica che le ho fornito io i riferimenti … Ma lo sa che anch’io faccio l’editore …. E così tra una chiacchiera e l’altra arriva il mio turno, scambio anch’io quattro chiacchiere con il barbiere-editore, parliamo un po’ della situazione politica, nell’attesa avevo letto sul quotidiano “La Provincia di Sondrio” del malcontento che serpeggia per l’annunciata abolizione delle Province sotto i 300.000 abitanti, quindi compresa quella di Sondrio e l’articolo del Vescovo che oltre alla carenza di nuove vocazioni lamentava della bassissima percentuale di natalità (1,9%) della mancanza di giovani nella società citando le statistiche del WWF e l’asserzione che “quando una società scende sotto la soglia del 2,5% di natalità è destinata a scomparire”. Poi gli racconto del mio sito www.webcultura.eu , ma anche Lui ha un sito personale www.pierantonio.com , gli do le chiavi di lettura del sito, informandolo che le trova comunque sulla pagina Spiegazioni , gli prometto che lo avrei senz’altro contattato lo saluto e pian pianino mi avvio verso casa … Orca ma sono già le ore 19:00, devo affrettarmi, devo metter su la polenta taragna … e così accelero il passo, devo andare a far da mangiare, questa sera il menù prevede polenta taragna coi funghi , quelli porcini però, quelli che ci ha regalati la nostra amica Eliana prima di andare in vacanza, sono già trifolati e surgelati, devo solo far andare la polenta e rivisitare la trifola alla mia maniera, appena a casa leggo la ricetta per la polenta taragna sulla confezione … far bollire 2 litri d’acqua, salare, aggiungere un cucchiaio d’olio, aggiungere mescolando la polenta continuando a girare per non fare i grumi, il Gigi mi dice ma 6 etti sono troppi … ne mettiamo solo 5 … ma orca è troppo liquida … non s’addensa … vediamo se riusciamo col mestolo a togliere un po’ d’acqua … Tolta un po’ d’acqua finalmente si addensa, intanto i funghi vanno anche loro, li ho rielaborati facendo un soffritto di aglio e scalogno poi ho aggiunto i funghi, ho regolato di sale e pepe … mi raccomando poco sale … lo zio Gigi mangia poco salato … ci vorrebbe un po’ di prezzemolo … no il prezzemolo no … Ho messo su anche il brodo per domani con un bel pezzo di manzo … anche nel brodo ci vorrebbe un po’ di prezzemolo … ma va! cosa centra il prezzemolo col brodo? … ma se lo diceva anche la canzone … “il brodo è tanto buono ma … se non c’è il prezzemolo ma che sapore ha?”… Aggiungo ai funghi anche un po’ di brodo, anche se non è ancora pronto … ma senza dirlo però! Alla fine polenta e funghi sono perfetti … ma hai messo un po’ di formaggio nella polenta? … ma l’è polenta e funghi o polenta e formaggio? Alla fine tiro fuori un po’ di polenta per me senza formaggio e nella loro aggiungo il formaggio di Livigno che si scioglie e la rende cremosa come piace a loro … Dai assaggiala col formaggio … senti com’è buona! … ma è il connubio con i funghi che non mi sconfinfera! Lo so che la taragna per essere buona ci va il formaggio, ma con i funghi! Mah! E poi a me quando il formaggio si scioglie e ritorna liquido, mi ricorda il latte e allora non mi piace più!… Insomma è un vero cinema, alla fine la polenta è ancora tanta, qualcuno farà anche un bissino ma ne avanza anche un piatto per domani. Con la polenta è di prammatica un buon vino rosso, apriamo una buona bottiglia di Bardolino, ma in attesa del piatto forte apriamo anche un bianco del Marchesini per un piccolo antipastino con bresaola e prosciutto. Finita la cena si passa ai giochi, si continua con la Canasta che ormai padroneggiamo quasi alla perfezione. Se ieri sera avevamo dichiarato l’obiettivo di vincere a Canasta chiudendo senza far fare alle nostre avversarie una sola canasta e ci siamo riusciti ben due volte, questa sera l’obiettivo è di vincere con uno scarto almeno di 2000 punti. Le avversarie mi guardano in cagnesco, le prime mani lasciano a sperare bene, dopo una prima mano a loro favore, la fortuna ci arride e stiamo per raggiungere il traguardo …. Ma suonano alla porta … è arrivato l’Umberto con l’Annalisa! … Anche loro a Livigno per il Ferragosto … finiamo la mano ma il nostro traguardo non è ancora raggiunto ci proveremo domani sera … Bisogna fare gli onori di casa ai nostri ospiti, raccontiamo loro le nostre avventure, le nostre disavventure, tutte le scemate che abbiamo fatto in questi giorni poi facciamo vedere sul PC del Gigi le nostre foto, i funghi, quelli veri quelli di pietra, quelli di legno … ma ormai è tardi e siamo un po’ stanchi, zia Dodò, come di consueto, invita l’Umberto e l’Annalisa a pranzo per Ferragosto, lo zio Totò ci farà i Pizzoccheri alla sua maniera … Whouuuuu ! ma adesso siamo stanchi … è ora di andare tutti a nanna, domai è un altro giorno … si vedrà!!!

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4 risposte a Sabato 13 Agosto–Vacanza a Livigno

  1. kaiser scrive:

    ho letto il pezzo che mi riguarda: simpatico.
    Ma, dica la verità: non ha aspettato un ora…
    Cordiali saluti.
    Kaiser

    • paratopinono scrive:

      Ma… nei ricordi … a volte… il tempo viene dilatato! o altre volte … accorciato… si avrò aspettato 20 minuti… ma nei racconti … a volte si esagera! Grazie per la risposta … ricambio i saluti

  2. Salvatore e Luisa scrive:

    E`vero nei ricordi…. il tempo viene dilatato ma quasi sempre,è solo allungato o ingrandito.
    Come da giovani un rapporto sess…..durava un `eternità ,per il pescatore la forellina era 1 metro lunga e il cacciatore con un colpo prendeva 3 piccioni.
    Comunque grazie per le lezioni di Geografia,sto imparando + dalle tue giornate che 25 anni che freguento i Grigioni .Salvatore

  3. Pingback: Newsletter Webcultura nr 9 – Settembre 2011 | Antonio Paparo

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