Mercoledì 10 Agosto 2011 – Vacanza a Livigno
San Lorenzo , io lo so perché tanto/di stelle per l’aria tranquilla/arde e cade,… ma dove sono queste stelle cadenti? (O si dice stelle filanti?), sono diversi anni che indaghiamo il cielo con gli occhi rivolti a nord-est a mirare queste miriadi di stelle nel cielo ben terso … ma di stelle cadenti “nisba”. Si vede che questi anni non siamo molto fortuati! Equindi i nostri desideri resteranno inespressi e non si realizzeranno! Ih ih ih ih ih !!!. Il nostro “fampirlismo” meteorologico, poi …, prevede pioggia anche se fuori è soleggiato … guarderemo il cielo anche stasera. La sveglia questa mattina alle ore 8:00, le creste dei monti, tutt’intorno a Livigno sono innevate la pioggia di ieri sera qui in valle (si fa per dire siamo a quasi 1800 m sul livello del mare) si è trasformata in neve sulle cime più alte quelle che superano i 3000 metri.
La neve Il panettone imbiancato
Oggi lo zio Gigi ha deciso che anziché fare la costa ovest verso ponte di legno, che sarà senz’altro bagnata per la pioggia di ieri sera, andiamo a vedere i Lama in Val delle Mine, così dopo colazione Gigi e Daniela vanno a prendere il pane e il giornale, … Con la macchina ci portiamo al parcheggio della chiesetta di Tresenda da dove si diparte il sentiero per la Val delle Mine … ma altro che valle! È tutta in salita tranne che un breve tratto nei pressi di una struttura abbandonata (è la vecchia Malga delle Mine); un cartellone informativo, ce ne sono più di uno lungo il sentiero, ci informa che è una zona ricca di “Chenopodium bonus” lo spinacio selvatico, questa pianta, che Linneo chiamo “il buon Enrico” in onore di Enrico IV di Navarra, protettore dei botanici, la troviamo spesso vicino alle case, alle malghe e ai casolari di montagna ed a Livigno con quest’erba fanno gli gnocchi “i pizzoccher da cugol”, che è il nome dialettale della pianta. A me ricorda lo spinacio selvatico che raccoglievamo nei prati e che chiamavamo “l’ancitula” … ma questa noi la mangiavamo! … è buonissima! Più buona e saporita degli spinaci! … ci facevamo la frittata di “ancitula e ricotta” … una prelibatezza! Sai cosa facciamo al ritorno la raccogliamo e questa sera vi faccio la frittata.
La valle sullo sfondo la cima innevata
Alcuni tratti della salita “rampegano” mica da ridere. Il signore della carrozzina sbuffa “e meno male che era classificata come facile e per famiglie.
In alto a destra la Malga delle Mine “il posto dell’ancitula” – la discesina e l’ultima salita
Dal posto dell’ ”ancitula” si diparte l’unico pezzo in discesa, poi un’ultima salita che facciamo a zig zag (vedi foto), ed eccoci all’Agriturismo, abbiamo impiegato un’ora e quindici minuti e quasi tutti in salita.
CHEŚÉIRA DAL GRAS DI AGNÉI
Ci sono alcune persone sedute al ristorante dell’agriturismo altre sono li a prendere il sole, noi … cerchiamo i Lama, andiamo alla Cheseira … chiediamo … ma qui non ci sono Lama! Dovete scendere giù all’ Agriturismo Maneggio dietro alla chiesa di Tresenda. Giusto il tempo di riposarci un pelino… adesso si potrebbe proseguire e arrivare fino al Lago delle Mine … ma i cartelli dicono “ci vogliono ancora due ore e mezzo di cammino”, e allora meglio desistere e dopo un breve riposino … Adesso ce la potresti anche fare fino al lago, ma poi a tornare?… e così ci accingiamo al viaggio di ritorno. Prima tappa: al posto “dell’ancitula”, la zia Dodò tira fuori il suo sacchettone che usa abitualmente per i funghi, raccogliamo gli spinaci selvatici quelli più giovani, quelli senza il fiore, quelli già fioriti son già vecchi, ma il campo è pieno sembra quasi che qualcun li abbia seminati … in men che non si dica il sacchetto è pieno e riprendiamo il cammino che è abbastanza difficile anche in discesa, lo facciamo sempre a zig zag come in salita. E, finalmente, rieccoci in vista dell’ Agriturismo Maneggio … (Account facebook) ma dove sono questi Lama? ci sono dei cavalli e dei poni, leggiamo che si possono vedere solo durante le lezioni didattiche in ore determinate … bisogna prenotare …. Insomma non c’è verso di veder i Lama, giriamo dietro e troviamo lo spaccio agricolo dove comperiamo dell’ottimo formaggio locale, usciamo … siamo attratti da una baita con dei papaveri arancio e giallo e delle composizioni floreali stupende di gerani rosa e altri fiori gialli (vedi foto sotto)
Ci ripromettiamo di tornare a vedere i Lama, assistendo magari a qualche lezione didattica, recuperiamo la macchina al parcheggio e torniamo a casa.
Il pranzo prevede bistecche e zucchine con pomodori alle erbe aromatiche, Gigi le bistecche le vuole al burro una passata e una girata e anche la zia Dodò ma meno cotte … una passata e basta, la Marisa le vuole alla griglia senza condimento per me le metterò nel fondo delle zucchine e pomodoro, praticamente alla pizzaiola. Le zucchine e i pomodori le ho preparate con una buona “sgrollata” d’olio ed un trito di basilico, prezzemolo, salvia e rosmarino … una delizia … apriamo una bottiglia di rosso siciliano … poi una pesca, un buon caffè e voilà anche per oggi abbiamo mangiato.
Le donne puliscono gli spinaci selvatici (l’ancitula, dovevo venire a Livigno per raccogliere quest’erba che raccoglievo bambino al mio paesello … a Scandale). Per gli uomini invece il programma prevede la solita “siesta” pomeridiana, fino alle 14:45 per riposare stinchi e polpacci (le donne, si vede, non si stancano come noi!) poi … sveglia, cambiarsi e partenza: destinazione il Ponte delle Capre. Bisogna arrivare in fondo al paese, alla latteria e da lì prendere il sentiero che costeggiando il lago di Livigno porta al Ponte delle capre … ma non andiamo in bus fino alla latteria di Livigno? … ma sei matto! A piedi … sono solo 8 km … e poi è tutta in piano … praticamente una passeggiata defatigante. Il tempo è bellissimo anche se la temperatura si mantiene sul fresco, ci si veste sempre a cipolla, coperti all’inizio poi man mano ci si scopre o ci si copre. Almeno oggi siamo in piano e possiamo riprendere le nostre pseudo-lezioni di analisi strutturata coi modelli ERA ed object-oriented e i collegamenti alla filosofia
- Teoria delle Idee like Teoria delle classi
- Mondo intellegibile like Mondo Object oriented e UML
- Idea = paradigma delle cose like Classe = paradigma degli oggetti
- Idea unica like Classe unica
- Cose molteplici like Oggetti molteplici
Ma in teoria delle classi abbiamo incapsulazione, ereditarietà e polimorfismo ed inoltre si inseriscono altri modelli:
- Class Diagram, in sostituzione dei Modelli ER e che inglobano le funzioni (rendendo inutile la scomposizione funzionale IDEF0) chiamate Metodi
- Uses cases, Casi d’uso e per ogni caso d’uso:
o Interaction diagram (Activity Diagram) o Sequence diagram
Nella Teoria delle Idee abbiamo trovato l’incapsulamento (l’Anima è incapsulata nel corpo) e l’ereditarietà:
- Quando Platone parla della conoscenza e si chiede come fa l’uomo a conoscere? E si risponde: con l’anamnesi (il ricordo). L’Anima, parte dell’uomo che appartiene all’intellegibile (mentre il corpo appartiene al sensibile) RICORDA qualcosa che ha dentro di se e che è eterno (sembra quasi che Platone abbia intuito l’esistenza dei geni!). Quindi l’uomo EREDITA se non proprio delle conoscenze, la capacità di conoscere, qualcosa che lo predispone per …, qualcosa che ha imparato e che trasmette a tutti gli elementi della specie.
- Ed il POLIMORFISMO? Ogni uomo rielabora e rivede i metodi e le proprietà che gli vengono trasmesse (dal padre) dando luogo a sempre nuovi comportamenti che le generazioni precedenti non capiscono
- Ma adesso dovrei trovare una giustificazione ai Casi d’Uso e ai diagrammi, forse non conosco ancora abbastanza … devo continuare a leggere ed analizzare i miei libri. Ma forse questi sono solo strumenti per realizzare concretamente e fisicamente quanto rappresentato nel modello.
Intanto fuori c’è un sacco di gente, dai tipi che prendono il sole in costume ai bordi del torrente Spöl, ai podisti che marciano imperterriti (si staranno preparando per la prossima maratona), ai corridori (maschietti e femminucce ben costumate) che ti superano o ti sfrecciano accanto in senso contrario, agli innumerevoli gruppi in bici, noi stiamo utilizzando la via bassa con due camminamenti uno riservato ai pedoni ed uno alle bici … Ehi tu! Pirla d’un ciclonista! Va che devi camminare nella corsia a te riservata, mica invadere la nostra corsia di pedoni! T’è capì? È la zia Dodò che intransigente al rispetto delle regole se la prende con chicchessia ciclista che non rispetta il suo camminamento riservato. Ma Poffarbacco! Lo zio Gigi ha dimenticato di mettere il contapassi! E adesso come facciamo a sapere quanti km abbiamo fatto? … Ma ci sono le pietre miliari! Lungo il sentiero ci sono dei cartelli che indicano a quale chilometro siamo rispetto all’inizio del sentiero, leggiamo il prossimo, ad esempio: siamo alla pietra miliare che indica il km 22 il prossimo indicherà o 21 (se discendenti) o 23 (se ascendenti), sono le ore 15:22 cronometriamo quanto tempo impieghiamo ad arrivare alla prossima pietra; arriviamo al km 23 esattamente alle 15:36, per fare un km abbiamo impiegato esattamente 14 minuti arrotondiamo per eccesso a 15 minuti così sappiamo che possiamo fare circa 4 km all’ora … si però adesso rallentiamo un po’! … ma no! Dobbiamo tenere il ritmo se vogliamo fare una media di 4 km all’ora. E così tra riflessioni ed osservazioni, senza quasi accorgercene, arriviamo alla latteria e mentre io e Gigi ci lambicchiamo il cervello per il conteggio dei km, le donne, hanno preso il largo, vanno come un treno altro che 4 km all’ora, loro ne fanno almeno 5, e così arriviamo in vista del Ponte delle Capre, ma loro sono già al di là del ponte, facciamo loro segno di fermarsi … Noi vogliamo arrivare fino al ponte , non di più … ma esse proseguono indefesse … poi quando finalmente le raggiungiamo … ci diranno che dovevano fare le loro devozioni … Il ristorante con lo slargo è sempre gremito di gente, mi siedo su una panchina vicino ad una signora che sta prendendo il sole … ma cosa fai? Adesso bisogna tornare … a piedi fino alla latteria e poi prendiamo il bus. Non c’è requie qui a Livigno!
Ritornati alla latteria il bus è in ritardo di 20 minuti, attesa snervante seduti su uno scoglio, (per uno nato da uno scoglio cioè “scoglio-nato” dovrebbe essere la condizione ideale! No?) c’è tanta gente che aspetta ma alla fine eccolo … arriva … è una linea verde … che bello è la prima volta che prendiamo la verde! Che passa per Teola. È anche semivuoto, troviamo addirittura posto a sedere … che fortuna sfacciata! Una volta a casa, presto bisogna cambiarsi … fare la frittata con gli spinaci selvatici, Marisa e Daniela vanno al supermarket a prendere il pane le uova e la ricotta … ma non c’è più pane … abbiamo preso del pan carré … lo scalderemo … tanto stasera faremo un giardinetto … come quelli che faceva la Nonna Tina, con un po’ di tutto … così finiamo quello che c’è! Anche degli avanzi di vino! Ma che avanzi ci apriamo un’altra bottiglietta … l’avanzo lo usiamo come aperitivo! Ih ih ih ih. E poi … c’è la frittata … uno spettacolo! Finora è il piatto che ti è riuscito meglio … mi dice lo zio Gigi … gli spinaci selvatici sono stati una vera rivelazione! E questa sera è il mio turno, devo vincere a scala a quaranta, sembra proprio così, comincio alla grande ma poi qualcuno mi “affascina” (mi mena gramo), non arriva più una carta e così rivince la Marisa … forse deve compensare la pesante perdita in borsa di oggi (-6,7… Tween peacks!) In TV danno la partita amichevole Italia – Spagna che vinciamo col risultato di 2 a 1, ma non ho visto neanche chi ha segnato, erano altri i miei pensieri, dovevo vincere, la tensione alla vittoria … ecco forse è questo che mi ha fregato e alla fine troppo teso … ho perso … o forse perché “mi avevano affascinato? Mah!”. Ogni tanto do uno sguardo fuori … almeno vedessi qualche stella cadente … potrei esprimere almeno un desiderio … e invece niente neanche quelle … In compenso c’è fuori una luna piena meravigliosa … da ululato!… ma lasciamo perdere … Va!
E domani, dopo cotanta preparazione in piano e mezzacosta il grande balzo a Carosello 3000 per poi farci tutta la Val Federia 12,8 km.
Una bella Escursione anche se il momento Migliore e il pranzo,Bistecche e Vino rosso Siciliano alle zucchine preferirei i pizzocchieri per contorno e buon Appetito Totu
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