Vacanza a Livigno–8 Agosto 2011

Vacanza a LivignoLunedì 8 Agosto 2011-09-01

La sveglia al mattino è alle 7:00, rispetto al programma minaccioso ricevuto via e-mail, abbiamo guadagnato un’ora … siamo proprio fortunati! Daniela e Marisa preparano la colazione (latte, con aggiunta di caffè e biscotti, per 3, per me solo un caffè, loro lo sanno che non amo il latte, Gigi ogni tanto tenta di farmi lo scherzone di mettermi la tazzona col latte fumante al mio posto sotto il naso (ma dai provalo… è buono ! il latte di Livigno) … Al mattino non amo fare colazione, tranne quando andiamo all’estero dove trovo quei meravigliosi buffèt con affettati misti, uova strapazzate, uova e Bacon, formaggi, prosciutto col melone, la frutta fresca : la “manga”… etc. etc. etc. Perche a me non piace il dolce preferisco il salato … e allora al mattino mi accontento di un solo caffè … ma proprio per svegliarmi … poi mi rifarò “abbondantemente” a mezzogiorno e soprattutto la sera (facendo così esattamente il contrario di quanto consigliano gli esperti e anche i proverbi (al mattino come un re, a mezzogiorno come un principe, alla sera come un suddito)… Sono l’ultimo ad alzarsi, quando lo faccio loro sono già in tavola … racconto loro l’ultimo sogno bislacco, così li metto subito di buon umore, e sono l’ultimo a fare toilette, Daniela e Gigi finita la colazione si vestono e fanno i loro primi 2 km (uno all’andata ed uno al ritorno, rispetto alla e-mail siamo per fortuna esentati da questa prima galoppata) per prendere il giornale ed il pane, noi restiamo da soli e mentre la Marisa sistema la camera, io vado in bagno a lavarmi e prepararmi per la prima escursione.

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Il nostro percorso è quello in rosa dal Gardenia fino a oltre Tresenda e ritorno, 10,2 Km

Oggi faremo il sentiero basso verso la Forcola, partendo da Residence Gardenia e seguendo il fiume Spöl che va a formare poi il lago del Gallo (o lago di Livigno ) e diventa poi un affluente dell’ Inn presso Zernez in Svizzera al di la del passo del Gallo, arriveremo fino al ponte di legno, andata e ritorno sono 10,2 km, Gigi mette il contapassi che leggiamo una volta tornati a casa per segnare esattamente il percorso fatto, … va che queste sono solo camminate preparatorie, per fare le gambe, domani magari cominceremo a fare un po’ di mezza costa, e quando sarete pronti saliremo su al Carosello 3000 (ci sono molte webcam e anche delle SkiArea)e faremo un giorno la Val Federia e un giorno il percorso fino al Costaccia. Il percorso è facile e gradevole, è seguito anche da molti ciclisti in Moutain Byke , nell’avvicinarsi ai boschi di larici si vedono un sacco di funghi laricini (boletus elegans) che Gigi e Daniela cominciano a raccogliere, ne hanno già seccato e stivato due bei sacchetti e altri sono su un mobile ad essiccare. Poi incontriamo un boschetto dove qualcuno si è divertito a riprodurre dei funghi enormi con delle pietre o con dei tronchi d’albero rielaborati (vedi foto sotto) non resistiamo all’idea di farci scattare una foto, anzi due dallo zio Gigi che si diverte a immortalare me e sua sorella.

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I funghi artistici di pietra o di legno

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Camminare in montagna, dona un piacere ancor maggiore se s’incontra una vegetazione rigogliosa e “Il Livignese“, offre appunto uno scenario vegetale impareggiabile. È un vero spettacolo, il tempo è abbastanza clemente non fa caldo e si sta bene ancora con il giubotto di cotone …. Arrivati quasi in fondo al ponte di legno Gigi consiglia di tornare indietro … ma perché non facciamo l’altra strada? Andiamo almeno a vedere quella chiesetta ! E la chiesetta di Tresenda, molto pittoresca dall’esterno ma quando ci avviciniamo per guardare all’interno è completamente vuota, in ristrutturazione … e quello chalet ? guarda che bello!

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Chiesetta di Tresenda e Chalet

Vicino alla chiesa si biforca la via per andare in Val delle Mine … sarebbe proprio una bella passeggiata da fare … e proprio all’inizio c’è l’Agriturismo Maneggio la Tresenda, alcuni cartelli parlano di Lama … si possono vedere dei lama … ma bisogna andare fin su in Val delle Mine? È comunque un percorso da farsi …. Lo programmeremo nei prossimi giorni. Facciamo un po’ di strada asfaltata, quella che vien giù dalla Forcola, poi al Ponte Lungo riprendiamo il sentiero dell’andata per ritornare a casa. Gigi ha già pronto un arrosto da far fuori ne mangeremo la metà con dell’insalata di pomodori dell’orto, l’altra metà lo faremo coi funghi freschi domani. Dopo mangiato è di prammatica un breve pisolino, non più di un’oretta, io ne approfitto per continuare la mia lettura del libro di David Precht “Ma io chi sono?” e prendere qualche appunto che mi servirà poi per la modellizzazione, ma anche per qualche spunto da utilizzare come argomento di conversazione coi miei due “pseudo-allievi”… ma, quando si alza il Gigi … allora su di nuovo … prepararsi e via in centro a farsi altri 4 km a guardare le vetrine, entrare nei negozi per cercare qualcosa da comperare, mia moglie ha portato da casa una bella lista, ne ha per tutti: pigiami, ciabatte, magliette pantaloni, scarpe da tennis, telefonino nuovo per il Carlo, ricambio per il robot di cucina … e via dicendo …. Finchè non avrà trovato tutto sarà una ricerca affannosa … dentro in un negozio … fuori da un negozio … fuori da un market, dentro in un altro market e poi i profumi … i deodoranti … (quelli che usa Lei … sistematicamente dopo un po’ vengono tolti dal mercato e bisogna andare a cercarli … magari qualche fondo di magazzino), io di solito resto fuori ad aspettarli oppure entro per curiosare … il Gigi “l’è sempar lì a scinscigà, t’è vis che la li, t’è vis che là” … “va che saria no bel de ‘ndag a l’infernu ‘ndumà par pecati di pensiero! Né?” in effetti ogni tanto si intravede qualche “bela mansa degna di nota! Ma non ho mai letto niei loro occhi espressioni del tipo: “questo vecchietto me lo farei!” ih ih ih ih … e tra un negozio e l’altro continua il mio micro-corso di Filosofia e di analisi transazionale alternando l’interlocutore … una volta lo zio Gigi … poi la zia Dodò. Le vie del centro sono gremite dalla gente più strana, si sentono accenti di ogni regione, romani, napoletani, ma soprattutto, quest’anno, mi sembra, toscani … tutti come noi, pirlano in giro, alla ricerca di qualcosa o per far passare il tempo. Al ritorno però prenderemo il bus (a Livigno sono gratuiti) linea azzurra, quello che ferma proprio vicino a casa, dopo San Rocco e dopo la fermata Plaza Placheda tocca a noi (Carosello 3000), di solito troviamo posto a sedere, ma poi son dolori a scendere e riprendere il cammino. D’altra parte con 14,2 km nei piedi, va bene che stiamo facendo allenamenti per preparare le gambe a ben altre camminate, un po’ di stanchezza tende a risvegliare qualche sopito dolore di schiena, qualche lombalgia latente, qualche piede che gottola … sta atèntu ti! Una volta in casa lo chef deve mettersi ai fornelli, preparare qualcosa di sfizioso che stuzzichi un po’ l’appetito … siamo un po’ disappetenti (SIC!).. però … sta atèntu, ùsa no trop d’oli, me te fè ti, met minga un mes chilu da pasta u da ris” cum parsimonia “se no te suited a ingrasà me un purcun!”. Poi si va a tavola, ma l’è un cinema … suita nò a bef vin a garganella, glu glu glu, va pian, mangia no un quintal da pan! … ma a lavare la testa all’asino si perde l’acqua e il sapone … e così faccio i miei bei piattini, ben conditi e abbondanti che van giù che l’è “na belèsa”. Poi le donne sparecchiano e lavano i piatti, Gigi gioca coi suoi “fanpirlismi” quest’anno abbiamo una stazione meteorologica postata su Livigno, ora solare sincronizzata con l’orologio atomico di Monaco di Baviera, previsioni puntuali da adesso, due ore, 6 ore e fino a 24 ore, pressione barometrica in hPa (etto Pascal) e in millibar… ma a me sembra che non c’azzecca mai: quando dice pioggia è soleggiato e quando dice soleggiato piove, ih ih ih ih ih . Ma il fampirlismo è solo un altro motivo di sollazzo e di facezie con lo zio Gigi che “‘l gà semper voeuija da giugà”. Adesso però è il nostro momento ludico, si gioca a scala a 40, la zia Dodò mi dice di curare bene lo zio che ogni tanto fa il “barone” , prende due carte anziché una, “taca” la carta dove non si può “tacare”, e allora bisogna curarlo, e … non è che ieri sera ha vinto perché ha barato? Ma questa sera lo curo io, infatti gioca dopo di me … ma neanche a farlo a posta tutto quello che scarto gli va bene, bisogna che cambiamo posto, mentre sua sorella che gioca prima di me, non mi scarta una carta buona neanche a morire … ghel disi semper che l’è stitica! … ma scartami una carta buona ogni tanto! … macché non c’è verso.

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Accaniti giocatori di scala a 40 in attesa del 4° uomo che fa il fotografo (l’autoscatto non funziona!)

Ieri sera ha vinto lo zio (un fondoschiena mai visto!), questa sera tocca vincere alla zia Daniela … chiude per cinque mani di fila poi “fa finta” di perdere una mano e poi ci sbatte fuori tutti. Poi arriva l’ora della tisana, mi raccomando non quella di ieri sera … no no, ci sono quelle che ti han regalato le suore alla ciliegia selvatica e ai lamponi … facciamo un bel mix … io per non saper nè leggere né scrivere ci spremo dentro mezzo limone e ci caccio dentro due cucchiaini di zucchero e allora si … che è buona! Poi finalmente a letto, domani è un altro giorno … si vedrà! Faremo la mezza costa da Rin da Rin!

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